mercoledì 8 ottobre 2008

...cominciare

E se ci rifiutassimo di capire? Se smettessimo di ossessionarci per tutto quello che ci circonda, se cominciassimo a vivere ogni singolo momento per quello che ci dà, senza pensare se continuerà a darcelo anche poi, anche domani, anche tra una settimana. Se cominciassimo a vivere, e guardassimo le persone che ci circondano senza vedere i punti interrogativi nei loro occhi, senza preoccuparci delle spiegazioni che vorrebbero da noi, senza farci ossessonare dal fatto che forse ci chiederanno perchè siamo felici, o magari non ci chiederanno perchè siamo tristi.
Se cominciassimo a vedere i colori di quello che ci circonda, senza cercare conferma negli altri, ma fidandoci del nostro sguardo, perchè il colore è il nostro colore, e nessuno lo vedrà mai come noi; se camminassimo lungo una strada, senza preoccuparci di dove stiamo andando, senza domandarci se ci cercheranno, senza chiederci se ci ricorderanno; se cominciassimo a cantare la nostra canzone, a far sentire a noi stessi che la nostra voce può ancora sovrastare il rumore di quello che ci circonda, e se magari sorridessimo, a chiunque incontriamo, senza preoccuparci di quello che pensa di noi, senza preoccuparci se abbiamo qualcosa per cui non dovremmo sorridere, ma solo che il nostro sorriso è la cura per i nostri mali, per quei sorrisi che non ci vengono dati, per quelle parole che non ci vengono dette, per quegli abbracci che ci vengono negati.
Se cominciassimo a volare, senza preccuparci delle ali che ci sorreggono, ma solo pensando a quel vento che ci sfiora la pelle, e ci fa sentire finalmente vivi, senza che qualcuno per forza tenga la nostra mano, ma sorregga le nostre ali con il suo amore, silenzioso, ma vero.

T.M.

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