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venerdì 15 novembre 2013

Come inserire il pulsante mi piace di Facebook attraverso il gadget HTML/JavaScript


Aprite la pagina del Layout cliccando prima su Design e poi su Layout. Cliccate su "Aggiungi gadget" e scegliete HTML/JavaScript. Vi si aprirà una finestra dove dovrete completare i  campi Titolo (ma è facoltativo, io infatti l'ho lasciato in bianco perché il titolo viene visualizzato nel blog subito sopra l'applicazione e a me non serve dare un nome al pulsante di Facebook), e il campo Sezioni del sito dove andrete a copincollare il codice qui sotto dopo averlo selezionato:


giovedì 28 febbraio 2013

La casa verde CO2.0: la proposta vincente al Sustainability International Forum

Il premio Sustainability International Forum 2012, concepito con l'obiettivo di promuovere e sostenere prodotti-progetti pubblici e privati ad alto valore innovativo nel perseguimento di uno sviluppo sostenibile, è stato assegnato dalla Presidenza della Repubblica al progetto “La casa verde Co2.0”, del distretto Editerra Edilana & Polo produttivo per la Bioedilizia. L’opera in concorso, in nome dell’edilizia sostenibile, si è contraddistinta grazie all’uso di materie prime locali e rinnovabili del territorio di produzione, la Sardegna.
La commissione scientifica giudicante, presieduta dall'Ing. Daniele D'Ambrosio, ha valutato i contenuti di merito di ciascun progetto sulla base di quattro criteri principali:
  1. riduzione dell'impatto ambientale;
  2. innovazione tecnologica o di contenuti;
  3. sostenibilità sociale del progetto;
  4. diffusione e riutilizzo del progetto stesso in diversi contesti territoriali

6 modi per aumentare la visibilità del Blog con i social media

Stai cercando di aumentare la visibilità del tuo Blog per ottenere e visite? Le sociali e i social network sono il tuo punto di riferimento. Tramite i puoi ottenere una gran quantità di potenziali visitatori. Ma come si possono aumentare le sociali dei nostri contenuti? Scopriamolo subito!

1 Identifica i post più popolari e le parole chiave

2 Le tendenze del momento e l’ascolto

3 Perché la gente dovrebbe condividere il tuo contenuto?

4 Utilizziamo al massimo il titolo

5 Ottimizzare i contenuti per la condivisione

6 Il dopo-condivisione

Leggi l'articolo completo

Scritto il 26.06.12, da

martedì 8 settembre 2009

Le caratteristiche del Capricorno

La personalità dei nati sotto il segno del Capricorno è in genere gradevole; sono di aspetto simpatico e piacente, hanno modi affascinanti. I nati in questo segno non si esaltano facilmente e si comportano bene nei casi di emergenza. I tratti loro caratteristici sono la riflessione, la diplomazia, la prudenza e la riservatezza. La loro personalità diventa dinamica quando riescono a superare una certa timidezza; una volta sicuri di se stessi si mostrano quasi aggressivi e rivelano una personalità attraente. La loro timidezza non è dovuta a un complesso d'inferiorità, è il risultato della serietà della loro natura. Si possono affidare loro compiti di responsabilità, sono in grado di svolgere missioni importanti. In genere sono molto sensibili, di carattere mite, orgoglioso, leale e comprensivo. Quando la loro sensibilità è urtata, mostrano però un carattere difficile e possono rivelare uno spirito eccessivamente critico.

Esprimono chiaramente il proprio parere senza riflettere, tanto che non sempre si rendono conto di quello che dicono. Fortunatamente, la compostezza innata evita che si irritino troppo spesso. Forse non hanno sempre ragione, ma hanno le loro idee sulla lealtà e sulla giustizia ed è più facile che vadano in collera per questioni di poco conto che per quelle importanti. Hanno la capacità di concentrarsi e, in circostanze normali, un grande autocontrollo. I nativi del Capricorno hanno il tipo di mentalità capace di sviscerare i fatti ed assimilare i concetti. Hanno la facoltà di concentrarsi, di meditare, di risolvere molti problemi sino a una conclusione di pieno successo. Mostrano buone facoltà di giudizio e dovrebbero imparare a fare lo stesso per quanto concerne i loro sentimenti più intimi. Il segno indica una costituzione fisica abbastanza buona.

Con un riguardo per la dieta, dovrebbero godere di buona salute. Il segno, controlla le ginocchia. Saturno è il suo dominatore e si sa che esercita influenza sulle ossa. E' consigliabile guardarsi dalle possibili fratture. I nati nel Capricorno sono suscettibili ai disturbi digestivi e intestinali e dovrebbero dedicarsi a leggeri esercizi fisici per mantenere il corpo in buone condizioni. Il matrimonio svilupperà i tratti più espressivi della loro personalità perché amano avere prospettive luminose nella vita, e il matrimonio si rivelerà una sorgente d'ispirazione per il loro futuro. Questo segno indica un profondo amore per i bambini e ne promette molti. Infatti amano teneramente i figli e potrebbero rivelarsi troppo indulgenti nell'allevarli. Essi manifestano lo stesso genere d'amore anche nelle amicizie e nelle associazioni con altre persone. Amano la vita casalinga, specialmente se vi trovano una compagnia congeniale e comprensione. Benché siano seri e prudenti, amano le cose buone della vita, i piaceri e i viaggi e anche gli sport, i giochi e le attività sociali.

Sanno apprezzare e mostrano un gusto fine per tutto ciò che è artistico. I nati nel Capricorno traggono piacere e soddisfazione dai viaggi, ma non sono portati a viaggiare molto. Sono sensibili, riservati, piuttosto timidi in amore, ma sono leali verso l'oggetto del loro affetto. Gli ideali sono altissimi, e questo procura loro, ogni tanto, dolori e delusioni di cui non parlano. A volte sono affettuosi, ma, per la maggior parte, sono riservati al punto da apparire indifferenti. Questo loro atteggiamento può portare a malintesi con le persone che amano. I nati nel segno del Capricorno hanno di fondo una concezione ideale dell'amore e si mostrano alquanto esigenti nei confronti della persona amata. Dovrebbero vincere la gelosia irragionevole e imparare che l'amore e la vita sono argomenti pratici quanto ideali e romantici sono i sogni nel mondo della fantasia. Essi hanno bisogno di comprendere se stessi per accettare le qualità intellettive, emotive e fisiche sia proprie sia della persona che amano. Se queste qualità non si completano ragionevolmente, l'unione non sarà armoniosa.

Possiedono un acume finanziario eccezionale e abilità direttiva. Ciò indica che possono avere successo nel campo degli affari. Il loro segno dona industriosità, coscienza, efficienza in commercio e nella professione; verso i datori di lavoro sono leali. Sono fidati e capaci di portare a termine facilmente qualunque cosa abbiano iniziato; hanno decisione e pazienza abbastanza per saper progredire. E' vero che molte persone di questo segno sembrano incapaci di fare qualcosa per anni e anni, ma col tempo giungerà anche il ri- conoscimento della loro capacità, e molto spesso il successo arriverà improvviso. Hanno il tipo di personalità che permette loro di andare d'accordo con i loro soci. Normalmente, apprezzano l'opera altrui e collaborano lealmente, accettano di buon grado la loro parte di responsabilità e possiedono la virtù del risparmio, che consentirà loro, se applicata propriamente, di salvare un piccolo capitale.

E' proprio questo il segreto del loro successo finanziario. Il denaro, come tutto il resto nella vita, risponde al trattamento che riceve. Molte delle maggiori fortune del mondo sono nate da inizi modesti, da economie trascurabili, dai principi del risparmio. Ci sono momenti in cui i nati in questo segno si rivelano molto attivi nella vita sociale, mentre in altri desiderano rimanere soli, o con la compagnia di un unico amico che li comprenda. Infine: Questo segno, nel suo aspetto simbolico, rappresenta il peccato. L'offerta universale di un capretto come sacrificio espiatorio per il peccato è significativa. Le caratteristiche differenti fra la pecora e la capra, dal punto di vista simbolico, sono rivelate da San Giovanni nella sua Apocalisse. Il redentore dell'umanità nasce sempre a mezzanotte, esattamente quando il Sole entra in questo segno, che è il solstizio invernale. Il Divino Fanciullo nasce nella stalla e giace nella mangiatoia del Capricorno perché possa vincere i rimanenti segni dell'inverno e della morte, salvando così il genere umano dalla distruzione.

Il segno del Capricorno rappresenta le ginocchia dell'Uomo Zodiacale e il primo principio nella Trinità della locomozione, le parti pieghevoli e mobili del corpo, le giunture. E' l'emblema della servitù materiale. Il segno rappresenta la rigenerazione e rivela la necessità di una nuova legge divina. Il Capricorno è la più bassa emanazione del Trigono di terra e la costellazione del pianeta Saturno. La gemma mistica di questo segno è l'onice. Il giorno fortunato è il sabato. I numeri fortunati sono il sette e il tre. Il colore fortunato di questo segno è il verde cupo. I luoghi più propizi per il successo sono quelli appartati, lontano dal rumore e dalla folla.

www.ginevra2000.it

I 12 segni

mercoledì 8 luglio 2009

LESPISMA SACCHARINA (Pesciolino d'argento)

(Lepisma saccharina, Linnaeus 1758) è un insetto lucifugo, veloce e privo di ali; è sinantropico, ovvero lo si trova nelle abitazioni umane, ed è molto diffuso. L'aspetto del corpo dell'insetto, argenteo e oblungo, giustifica il suo nome comune. Il nome scientifico, invece, è legato al fatto che questo insetto si nutre di carboidrati come lozucchero o gli amidi. Appartiene all'ordine Zygentoma o Thysanura, ed esiste sul nostro pianeta da oltre trecento milioni di anni.
Il corpo del pesciolino d'argento è allungato e sottile. Ha due antenne molto lunghe e sensibili, e tre lunghi cerci posteriori anch'essi con funzione tattile. Il corpo (esclusi antenne e cerci) può arrivare a circa 1 centimetro di lunghezza. Il colore metallico del corpo deriva da scaglie argentee che si formano dopo la terza muta.

Sviluppo

A seconda delle condizioni di vita, un pesciolino d'argento diventa completamente adulto in un tempo variabile fra quattro mesi e tre anni. A temperatura ambiente (21-23 gradi celsius) diventa adulto entro un anno. Può vivere da due a otto anni, e può mutare fino a circa otto volte in tutto e fino a circa quattro volte in un anno. A una temperatura compresa fra 25 e 30 gradi, la femmina depone circa un centinaio di uova, preferibilmente in ambienti riparati come fessure o crepe. I pesciolini d'argento non possono riprodursi in ambienti freddi e secchi.

Alimentazione

Il cibo preferito del pesciolino d'argento sono le sostanze che contengono amido o polisaccaridi come la destrina usata negli adesivi: l'insetto ama quindi la colla, le legature dei libri, le foto, i francobolli, lo zucchero, i capelli, la forfora e la polvere. Non disdegna neppure cotone, lino, seta, insetti morti o persino la sua stessa exuvia (la pelle persa nella muta). In caso non trovi altro cibo, il pesciolino d'argento può arrivare a rovinare capi in pelle (cinture, scarpe) o indumenti in fibra sintetica. Tuttavia, può restare senza cibo per mesi senza soffrirne.

Habitat

I pesciolini d'argento sono piuttosto comuni nelle dimore umane. Si trovano spesso, fra l'altro, sotto i frigoriferi, nei bagni ben riscaldati, nelle fessure e nelle crepe delle tegole. Amano rosicchiare libri, tappezzerie e tessuti. Possono essere talvolta confusi con un'altra specie con abitudini e aspetto molto simili, la Thermobia domestica, che però preferisce ambienti più caldi, come forni di panetterie.

Riproduzione

A causa delle abitudini notturne dei pesciolini d'argento, il loro comportamento sessuale è stato scoperto solo di recente. Per tutto il processo dell'accoppiamento, il maschio e la femmina corrono tutt'in giro. Il maschio depone una spermatofora, una capsula di seme coperte da filamenti simili a quelli di una ragnatela o di un bozzolo. La femmina trova la capsula e la raccoglie, dando luogo a una "inseminazione indiretta".

Nemici: Forficula auricularia

Il principale nemico del pesciolino d'argento è la Forficula auricularia, anche nota come "tenaglietta" o "forbicina" o "tagliaforbici" per le appendici posteriori, simili a delle pinze, che vengono usate durante l'accoppiamento.

giovedì 2 aprile 2009

La mia pietra: Smeraldo!

Fedeltà Il nome deriva dal greco che significa "pietra verde", ma il suo colore può variare a seconda della quantità di cromo presente. In antichità la pietra veniva regalata alla sposa perché nel caso in cui ella avesse tradito il consorte, la pietra si sarebbe frantumata in mille pezzettini, rivelando, così, la verità. E' consigliato a chi ha difficoltà a far emergere la propria personalità, e a chi vorrebbe essere meno timido. Terapie: Stimola l'attività dei reni, dà sollievo nei casi di flautenza e bruciore gastrico. E' impiegata nella cura di ulcere gastriche, disturbi alla cistifellea e del fegato.

lunedì 1 dicembre 2008

Il Vaticano dice no alla depenalizzazione dell’omosessualità

CITTA’ DEL VATICANO - L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, boccia il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. «Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale», afferma il vescovo in un’intervista all’agenzia stampa francese “I.Media”. «Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un`altra». «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».

sabato 11 ottobre 2008

Marco Carta... amori gay?

La domanda è diretta. La risposta altrettanto. nostri lettori sono molto curiosi, hai mai avuto rapporti gay? «No, per il momento no».
E' un brano dell'intervista rilasciata al seguitissimo portale di cultura omosessuale www.gay.it da Marco Carta, vincitore di "Amici" 2008. Nella chiacchierata con il redattore del sito Marco si racconta, parla di passato e di futuro. Cita le "cartine", come si autodefiniscono le sue fan, ma non se la sente di chiudere la porta ai "cartini", i fan maschietti che gli riservano lo stesso affetto delle loro colleghe. Per questo tra i ringraziamenti contenuti nel suo cd «era meglio se scrivevo "i fans". Mi ha ingannato il fatto che il mio pubblico è per la maggior parte composto da ragazze. I "cartini" però ci sono e li ringrazio!».
Poco tempo a disposizione per l'amore («Sono single e disinnamorato!»), molto quello impegnato sul lavoro. Lasciata la Sardegna, ora «ho preso una casa a Roma, che è la mia base, anche se adesso sono molto spesso a Milano». E i rapporti che gli ex compagni di avventure nella trasmissione di Maria De Filippi? «Con Roberta, Pasqualino e Giuseppe Salsetta non ci sono rapporti, le cose si erano già sfaldate durante il programma, e qualcuno di loro continua a dire brutte cose su di me. Un bel rapporto è rimasto con Francesco, Susy e Simonetta, con tutti gli altri ho rapporti normali». Per non parlare di quelli con Federico Angelucci. «Non gli sto molto simpatico, ma non so dirti perché». Forse sarà un po' invidioso?, domanda l'intervistatore. «Questo lo dici tu, non io. La sensazione che ho avuto è quella di stargli antipatico, ma la cosa non è reciproca, non ho questo sentimento nei suoi confronti, io sono sempre così sorridente con tutti, anche con lui».

martedì 29 luglio 2008

Traditi & Traditori

Colpisce come sia diverso, enormemente diverso, il peso che ha l’idea di chi tradisce rispetto a quella di chi è tradito. Il tradimento scatena in chi lo patisce le peggiori reazioni dell’istinto di sopravvivenza:

- chi tradisce minimizza, chi è tradito ingigantisce;
- chi tradisce è reticente, chi è tradito brama di insana curiosità;
- chi tradisce non si rende conto del male che fa, chi è tradito crede che peggio non possa capitare.

Il tradimento può sanare amori malati; una terapia pericolosa, anche perché recidiva e non sempre la cura ha effetti positivi. Siccome in fin dei conti è anche una cura piacevole, quando la si adotta spesso significa che non c’è malattia, ma solo malati immaginari, cioè non c’è amore.
Tutti, prima o poi, chi più chi meno, siamo traditi o traditori. Lo siamo per natura, lui per istinto di conservazione, lei pure. Sono i maschi che tradiscono più delle femmine? Mah, mi sembra ridicolo dirlo, pensarlo anche.
Per un ordine algebrico, almeno che i maschi non si tradiscano da soli o tra loro, direi che ad ogni traditore si accompagna una traditrice. Ninfomani o maniaci a parte. (Fran Tarel)

TRADIMENTO: SE HAI GLI OCCHI CHIARI TI BECCANO DI SICURO
Secondo alcune teorie esistono dei precisi atteggiamenti corporali che ci svelano se lui o lei stanno mentendo.
In Inghilterra sempre più donne si rivolgono a dete
ctive privati per scoprire gli eventuali tradimenti dei propri mariti o fidanzati. Ben il 50% della clientela ormai è femminile, donne in carriera disposte a pagare quasi 800 euro per far pedinare l’ignaro compagno presunto traditore. Ma se non avete tanti soldi da spendere, magari rischiando di scoprire che il vostro lui è pure fedele, ci sono delle soluzioni più “casalinghe”, ma altrettanto efficaci (almeno questo sostengono alcuni psicologi). Infatti, se a parole mentire è facile, non lo è altrettanto con il corpo e le espressioni del viso.
Marco Pacori, perito del Tribunale di Gorizia e psicologo specializzato nella comunicazione non verbale, spiega “Tutti lanciamo segnali involontari, anche chi impara a controllarsi non riesce a frenare certi comportamenti. Ci sono diversi segnali: l’accelerazione del respiro, per cui il discorso diventa spezzato, l’aumento del battito cardiaco, la diminuzione della gesticolazione. Chi è impegnato a raccontare una frottola di solito non si muove e distoglie spesso lo sguardo. Il trucco più efficace è quello di guardare le pupille: i bugiardi le hanno dilatate. Bisogna stare almeno a 50 centimetri di distanza, ma se l’occhio è chiaro si vede bene”.
Attenzione a voi che avete occhi azzurri cristallini come l’acqua… la bellezza, a quanto pare, si paga. Esiste anche un sistema che classifica i movimenti del volto e li associa alle emozioni: il “Facs, Facial action coding system”. Lo ha inventato Paul Elkman, uno psicologo dell’Università della Californ
ia.
Per prima cosa bisogna conoscere bene la persona e i suoi comportamenti per notare la differenza. Poi è indispensabile metterla a proprio agio, indugiare sui particolari della storia e non lasciarsi sfuggire atteggiamenti inusuali. L’ultimo accorgimento è lasciare sempre una via d’uscita perché confessi spontaneamente. Con un avvertimento, mai usare il telefono. È più facile mentire dall’altro capo del filo, meno nelle mail.
Fonte: Vipline.it
Perdonare e dimenticare
«Il perdono è l'ornamento dei forti», proclamava Mahatma Gandhi. E su una cosa proprio non sbagliava, sulla forza necessaria per perdonare chi ci ha ferito, deluso, umiliato. Provate ad immaginare questa situazione: una persona che voi amate tanto e di cui avete completa fiducia (un amico, il/la partner..) si comporta in una maniera che non vi aspettate, compie un'azione che vi tocca profondamente facendovi soffrire. La prima reazione, quella più istintiva, è forse la voglia di scappar via lontano da quella persona.
Ci sentiamo a pezzi, ovviamente, e mescoliamo rabbia a lacrime. Dopo averci pensato, ripensato, fatto ipotesi e congetture, immaginato le motivazioni che hanno spinto quella data persona a comportarsi in un certo modo e, soprattutto, dopo esservi calmati, decidete di accettare l'evento e di perdonare. Fin qui tutto a posto. Una seconda possibilità non si nega a nessuno, errare è umano, solo gli sciocchi non perdonano, se si ama davvero non si può non perdonare…. E chi più ne ha più ne metta. Ma la parte più difficile, quella che ci lascia costantemente dell'amaro in bocca, è dimenticare. C'è chi dice che perdonare è possibile ma scordare no. Che di solito ricordiamo proprio ciò che vorremmo dimenticare mentre spesso dimentichiamo ciò che avremmo avuto piacere di ricordare per sempre… come i bei momenti, un'emozione, una frase, uno sguardo, un piccolo gesto carico d'amore. Ma dimenticare qualcosa che ci ha ferito nel profondo lasciandoci addosso un segno indelebile, questo no… non si può dimenticare. Si può andare avanti, evitare di tirare in ballo quella situazione, cercare di riacquistare la fiducia, ricominciare da 0 e ricostruire il rapporto. Ma un dolore profondo non si dimentica.
Certo si può sperare che con il tempo questo si affievolisca, che il ricordo sbiadisca come le vecchie foto, ma siamo certi di riuscire a dimenticare davvero? E soprattutto esiste un codice, una classificazione generale degli eventi "perdonabili" che si possono dimenticare non dico con facilità ma con un certo margine di speranza? E quando pensiamo al perdono cosa ci viene immed
iatamente in mente? Come era forse ovvio, in cima alla classifica dei torti imperdonabili c'è il tradimento. Ascoltando le confessioni delle persone con le quali abbiamo parlato è apparso con una forza sorprendente come il tradimento sia la preoccupazione (paura?) maggiore. Non c'entra il sesso: uomini e donne alla domanda se credono di essere in grado di perdonare un torto subìto rispondono nella stessa maniera "Perdonare l'infedeltà della persona a cui si è legati sentimentalmente ed emotivamente è quasi impossibile ma anche facendolo non è detto che si possa dimenticare". È come se alla parola perdono la maggior parte di noi associasse irrimediabilmente la parola tradimento. E il nostro discorso si sposta per forza di cose su di esso. Alla voce tradimento, il dizionario della lingua italiana Le Monnier (Devoto - Oli) riporta: «Il venir meno alla fede data, o ad un impegno solennemente assunto; azione delittuosa o comunque dannosa compiuta ai danni di qualcuno, profittando della buona fede e della sua fiducia».
Detto ciò ci rendiamo perfettamente conto che stiamo parlando di un comportamento unanimemente considerato riprovevole, mal giudicato dalla società e temuto dai più. Considerando il tradimento nell'ambito del rapporto di coppia, quale comportamento difficilmente perdonabile e in fondo impossibile da dimenticare del tutto, ci siamo soffermati sulle motivazioni che spingono un partner a tradire. Stanchezza, noia, curiosità, voglia di evasione, insoddisfazione evidente che fa venir meno l'impegno affettivo preso. Altre volte perché scatta qualcosa che non si può gestire, ne controllare. Come un fuoco che divampa e che, seppur non alimentato in nessun modo, cresce diventando sempre più devastante. «Io sono stata tradita – racconta Giada – e ho perdonato. Ma quanto mi è costato lo so solo io. Ogni volta che Manuel mi stava davanti, mi parlava, o mi baciava, io pensavo all’altra. Cosa lo aveva spinto a stare con lei tradendo la mia fiducia e mancandomi di rispetto? Poi il tempo mi ha aiutata e sono felice di averlo fatto. «Come si fa a dimenticare? Si scorda ma non si dimentica e la differenza seppur sottile c’è», ci ha detto Claudio. «Perdonare? Mai, figuriamoci dimenticare!» le parole di Giulia. Sono queste solo alcune delle dichiarazioni rilasciate eppure riassumono ciò che la maggior parte di noi pensa anche se non c’è un unico metro di giudizio. Ovviamente molto dipende dal tipo di educazione ricevuta, dalla scala soggettiva dei valori, dall'aver o meno fatto esperienza diretta del tradimento. Solo su una cosa sembrano tutti essere d'accordo: sull'impossibilità di dimenticare per sempre. Rimane una cicatrice invisibile ma che spesso, come una vecchia ferita che duole al cambiamento del clima, torna a tormentare. L'amore è forte e i buoni propositi riempiono la vita di ciascuno...ma bastano a dimenticare?

lunedì 28 luglio 2008

Il tradimento

Il tradimento è l'argomento preferito di molti giornali femminili e fiumi di inchiostro sono stati versati. Nell'ottica di una comprensione delle basi dell'argomento è utile capire la grande suddivisione che può essere fatta.
L'immaturità sessuale - Riguarda soprattutto gli uomini, anche se la percentuale femminile è andata aumentando con l'emancipazione. Si tradisce per provare nuove situazioni sessuali, ritenute più appaganti. Riguarda soggetti che non sono mai riusciti a vivere completamente le proprie fantasie, spesso più estetiche che sessuali (una donna bellissima o un uomo dal fisico scultoreo). Un comportamento tipico è quello dell'uomo sempre galante con le donne che ha avuto poche o non diversificate esperienze sessuali. Il tradimento può essere unito o meno a un grosso coinvolgimento emotivo. Ciò che è importante notare è l'associazione a una situazione sessuale nuova per il soggetto. Non rientra in questa categoria il tradimento a sfondo sessuale per insoddisfazione: chi tradisce perché il partner si è raffreddato tradisce per incompletezza, cioè perché non riceve più ciò che vorrebbe ricevere.
Il narcisismo - Riguarda entrambi i sessi. Negli uomini il fenomeno potrebbe rientrare nel generico concetto di machismo: l'uomo tradisce per affermare la propria virilità. Nella donna si manifesta con lo stato di geisha: la relazione sessuale è un atto giudicato normale, quasi quotidiano, non esclusivo, la donna si offre a un uomo proprio come gli offrirebbe un tè o accetterebbe un invito a pranzo. Sia nel macho sia nella geisha è evidente uno stato di insicurezza notevole che porta l'individuo a identificare nell'atto sessuale un'approvazione per la propria persona. Ovviamente con queste premesse non è in grado di reggere un rapporto esclusivo.
L'incompletezza - È di gran lunga la causa più comune: il partner non dà quello che ci si aspetta e che si trova invece in un'altra persona. Mille sono le sfaccettature dell'incompletezza. È proprio a causa di questa varietà che, parlando di tradimenti, troppo spesso si entra nel particolare per giustificare o per condannare. In realtà è un errore fondamentale: prima occorre definire la classe a cui il tradimento appartiene e ragionare sempre per schemi molto generali. Si scoprirà che
non esiste comunque nessun motivo valido che giustifichi un tradimento.
Questa asserzione non è certo un inno alla fedeltà, ma una considerazione sulla qualità della vita di chi tradisce; poiché non esiste alcun vincolo indissolubile (nemmeno il matrimonio, visto che c'è il divorzio):
chi tradisce rivela sostanzialmente un fallimento esistenziale.
Che bisogno c'è di tradire? Prima si lascia il vecchio partner e poi si va con il nuovo. Chi tradisce è insoddisfatto della sua situazione, ma non ha il coraggio di cambiarla. Quando ci si sente attratti fortemente da un'altra persona vuol dire che il rapporto attuale è in crisi; a questo punto esistono due possibilità: lo si tronca e si inizia una nuova storia o lo si accetta per quello che è, consci che l'attrazione ha solo messo in luce gli aspetti negativi del rapporto: sta a noi decidere se la qualità del rapporto attuale è sufficiente. Il tradimento equivale a tenere il piede in due scarpe, attingendo il meglio dalle due (o più!) fonti: un atto di viltà.

sabato 21 giugno 2008

Consigli per un buon rapporto di coppia


PER LUI
1. Parlale di te, sii spontaneo e sincero, lei lo capirà.
2. Chiedile di lei, cerca di capire cosa cerca.
3. Falla ridere!!!

4. Falle capire che ti piace, con piccoli gesti e parole gentili.
5. Alterna presenza a momenti di "sparizione", le farai notare la differenza e niente sarà scontato

6. Prendila in giro con dolcezza, le piacerà.

7. Sii galante: al di là dell’autonomia e delle dichirazioni d'indipendenza delle donne di oggi, amano sempre la galanteria.

8. Rassicurala nei momenti di intimità.
9. Accettala per quella che è, senza cercare di trasformarla a tuo piacimento

10. Falle sentire che sei fiero di lei.


NON FARE MAI:
1. Non aggredirla mai verbalmente.

2. Non essere volgare, né a parole né a gesti.
3. Non fare confronti fra lei e le tue ex.

4. Non dirle "ti amo" dopo pochi giorni.
5. Non essere possessivo, lei non è un oggetto.

6. Non guardare altre donne mentre parli con lei.
7. Non mentirle, se ne accorgerà.
8. Non impedirle di vedere i suoi amici.

9. Non cercare di cambiare i suoi ritmi e le sue abitudini.

10. Non impedirle di coltivare amicizie nuove, evita le critiche ai suoi vecchi amici.

PER LEI

1. Sii dolce.
2. Sappi stargli vicino nei momenti di crisi, dimostragli la tua forza.
3. Accetta le sue insicurezze, fagli capire che ti piacciono anche le sue debolezze.
4. Ascoltalo, ricevi le sue confidenze, devi essere la sua amica prima di ogni altra cosa.
5. Fallo ridere.
6. Alterna la donna alla bambina, lo confonderai, ma gli piacerà.
7. Stupiscilo con idee ed iniziative originali.
8. Lasciati guidare, ma sii anche decisa nelle tue scelte.
9. Sii indipendente, per che non ti consideri un peso ma un valore nella sua vita.
10. Fagli sentire che per te è il migliore.

NON FARE MAI:
1. Non chiedergli cosa sta pensando ogni volta che sta in silenzio per un pò..
2. Non pretendere che ti accompagni a fare acquisti.

3. Non lamentarti di tutto solo per essere consolata.
4. Non imporgli i tuoi gusti, lui ha una personalità.
5. Non parlargli dell’intimità vissuta con altri uomini.

6. Non essere volgare, mai.
7. Non contraddirlo con arroganza in pubblico.
8. Non criticarlo gratuitamente.

9. Non parlare male dei suoi amici.

10. Non esserci sempre e comunque, fagli sentire anche la tua mancanza.


martedì 17 giugno 2008

A Conegliano a messa con i gay contro l'omofobia

Articolo di Diego Bortolotto tratto da La tribuna di Treviso del 11 maggio 2008
I promotori del circolo gay «Shake» domenica 10 maggio 2008 hanno partecipato ad una messa nella chiesa di San Pio X di Conegliano (Treviso) prima dell'inaugurazione del loro circolo.
Il presidente dell'associazione, che è cattolico, ha letto la prima lettura del Vangelo durante la messa, quindi con l'autorizzazione di don Paolo Cester, sacerdote della parrocchia di San Pio X, è stata fatta un'invocazione contro l'omofobia durante la preghiera dei fedeli preparata dai giovani del gruppo gay. Un bel segno per tutti e una lezione di accoglienza per tanti.
Il parroco prega insieme a gay e lesbiche contro l'omofobia e le discriminazioni. E' successo ieri mattina (10 maggio 2008), quando i promotori del circolo gay hanno partecipato ad una messa nella chiesa di San Pio X prima dell'inaugurazione del loro circolo.

mercoledì 4 giugno 2008

Marco Carta l'"Amico" di chi?

Ha appena vinto il programma di Maria De Filippi per (pseudo)talenti ed è già pronto con il suo primo album. Non sarà che la trasmissione è soltanto una macchina per fare soldi?
Marco Carta, che ha appena vinto lo show del 2008 tra mille polemiche, ha già pronto un disco. Alla faccia di chi impiega anni per riuscirci, mesi per comporre, settimane per incidere e giorni per perfezionare il prodotto finale. Lui no, il ragazzino spavaldo e anche un po' spocchioso, asinello e poco studioso, con l'accento sardo come Cossiga è già pronto per il grande mercato discografico. Ma tanto che importa? Il suo target sono le ragazzine, che si faranno incantare dalla foto di copertina, in fondo sono loro che comprano i dischi. Comunque vada, sarà un successo...

venerdì 23 maggio 2008

Coppie omosessuali e figli

Da il Giornale n. 157 del 05-07-06 pagina 23

Ora Veronesi vuol dare i figli anche alle coppie omosessuali «Nessuno ha dimostrato che si cresce peggio con genitori dello stesso sesso» «Le coppie omosessuali hanno diritto ad avere un figlio».
Ne è «convinto» l’oncologo Umberto Veronesi, che sul numero di oggi del settimanale Grazia - nella sua rubrica «Pensiero forte» - spiega perché secondo lui è giusto concedere anche a donne e uomini gay il diritto a maternità e paternità.

«I danesi - ricorda l'ex ministro della Sanità - sono stati i primi al mondo a legalizzare il matrimonio delle coppie omosessuali, nel 1989. Dieci anni dopo hanno autorizzato le adozioni per omosessuali. Un mese fa hanno varato una legge sull’inseminazione artificiale anche per donne single o lesbiche.
E la procreazione assistita per le donne sole è consentita anche in Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Slovenia e Spagna. Da noi in Italia invece è ancora un tabù». Il fondatore e direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano crede fermamente «che tutte le donne abbiano diritto alla maternità, quale che sia il loro orientamento sessuale. Noi siamo iscritti in un disegno biologico che porta naturalmente alla procreazione, così come alla morte. Avere un figlio, desiderarlo, fa parte del nostro Dna. E non dobbiamo scandalizzarci se una donna cerca in tutti i modi di diventare madre, anche se è omosessuale. Fa parte della sua natura».
Riguardo all’educazione dei figli di coppie omosessuali Veronesi dichiara: «Il proble
ma dell’educazione dei figli è un argomento che divide. Ma è troppo semplicistico ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e di una madre di sesso diverso. A questo proposito possono far riflettere le risoluzioni dell'American psychiatric associaton (2002) e dell'American psychological association (2004): entrambe sulla base di osservazioni scientifiche documentate, sostengono che i bambini educati da una coppia omosessuale dimostrano un livello emozionale, cognitivo e sociale simile a quello dei bambini cresciuti con genitori eterosessuali».

mercoledì 21 maggio 2008

Melanzane tossiche?

Forse pochi lo sanno, ma le melanzane sono leggermente tossiche.
Le melanzane fanno parte della famiglia delle solanacee di cui fanno parte altri alimenti:

-patate
-peperoncino
-pomodoro (solo il pomodoro ancora verde contiene la solanina, tossica)
-peperoni

Quella delle solanacee è una "famiglia" che comprende circa 85 generi e almeno 2200 specie. Contengono sostanze tossiche più o meno concentrate, dannose per il nostro organismo (solanina, atropina, solanocapsina). Possono causare dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala, gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco e gravi alterazioni neurologiche. La concentrazione degli alcaloidi è più o meno concentrata a seconda dell'ortaggio. Evitare semi, foglie e frutti non maturi (come dicevo prima, i pomodori ancora verdi). La maggior parte delle sostanze irritanti è contenuta nella buccia.
Ma la tossicità della melanzana, a quanto pare, deriva proprio dal contenuto di solanina (è un alcaloide tossico) nella buccia, infatti è consigliabile toglierla. A volte sarebbe anche opportuno far scolare l'acqua di vegetazione; questa operazione si svolge nel seguente modo:
- tagliare le melanzane a fette
- adagiarle su un piatto
- mettere un pizzico di sale su ogni fettina
- lasciare riposare per circa un'oretta

Alla fine di questa operazione la melanzana avrà rilasciato un po di acqua, che logicamente butteremo via.
Un altro consiglio è
quello di evitare di mangiare patate e melanzane crude, in quanto la patata contiene anch'essa un elevato contenuto di solanina, che si riduce del 40-50 % durante la cottura, mentre la melanzana cruda ha un gusto molto sgradevole.

martedì 22 aprile 2008

Le Parche

Le Parche (in latino Parcae), nella mitologia romana, sono il corrispettivo delle Moire greche.
In origine si trattava di una divinità singola, Parca, dea tutelare della nascita.
Successivamente le furono aggiunte Nona e Decima, che presiedevano agli ultimi mesi di gravidanza. Figlie di Zeus e Temi, la Giustizia. Esse stabilivano il destino degli uomini.
In arte e in poesia erano raffigurate come vecchie tessitrici scorbutiche o come oscure fanciulle. n un secondo momento furono assimilate alle Moire (Cloto, Lachesi ed Atropo) e divennero le divinità che presiedono al destino dell'uomo. La prima filava il tessuto della vita, la seconda dispensava i destini, assegnandone una ad ogni individuo stabilendone anche la durata, e la terza, l'inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili, neppure gli dei potevano cambiarle.
Venivano chiamate anche Fatae, ovvero coloro che presiedono al Fato (dal latino
Fatum ovvero "destino").

giovedì 3 aprile 2008

Giulia Ottonello

Ventiduenne, genovese, Giulia inizia presto lo studio del canto con la madre Laura Cappelluccio, mezzosoprano ed insegnante, e più tardi danza con Antonella Ledda.
Frequenta in seguito masterclasses in jazz and gospel con Shawn Monteiro ed il compianto Carl Anderson e per il musical con David Ashley.
S’impone all’attenzione del grande pubblico durante la seconda edizione (2003) del programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi, che vince.
Finita la trasmissione sia coi compagni di “Amici” che da protagonista partecipa all’I-TIM Tour, ad alcune tappe della tournée di Gigi D’Alessio, duetta con Gloria Gaynor, prende parte a diverse trasmissioni televisive e spot pubblicitari.
Per la Sugar di Caterina Caselli incide un singolo, “Permission”, prodotto ed arrangiato da Corrado Rustici, adattato in italiano da Moltheni (“Spezzami il Cuore”); collabora con gli Aeroplanitaliani per l’Album “Sei felice?”, prende parte al tributo “… a Pierangelo Bertoli” cantando “Pescatore” coi Nomadi.
Debutta nel mondo del musical nel ruolo di Kathy Selden al fianco di Raffaele Paganini in “Cantando sotto la pioggia” per la regia di Saverio Marconi, con la Compagnia della Rancia.

"Arrivati allo spettacolo di oggi, “Squali”, accettare di fare la Sirena, per una come me che con l’acqua solo alle caviglie era presa dal panico e si sentiva già affogare, rappresentava una delle sfide più impegnative che la professione poteva richiedermi.
Ma l’originalità del progetto di Alberto Luca Recchi, le coinvolgenti musiche del M° Massimo Nunzi, l’incontro magicamente fortuito col regista Duccio Forzano hanno fatto il resto.
E poi, giusto per farvelo sapere, ho anche imparato a nuotare, grazie alla pazienza di Silvana Cavaliere."

sabato 23 febbraio 2008

L'Astrologia

Fin dalla più remota antichità è nota l'azione della luna sulle acque, per esempio nelle maree. Le acque appartengono al mondo minerale, ma l'uomo ha sempre tenuto conto delle influenze degli astri anche sul regno vegetale e animale.
Tra le rovine di Ninevak, in Mesopotania, sono state trovate delle tavolette che mostrano come l'astrologia abbia conosciuto un periodo di grande splendore già nel VII secolo a. C.. Esse riassumono conoscenze molto antiche, risalenti fino all'epoca dei re assiro Sargon il Vecchio, quando i sapienti di corte avevano scoperto delle coincidenze fra determinate configurazioni planetarie e il diffondersi di alcune malattie.
Secondo alcuni, i sacerdoti-astronomi caldei, antichi saggi della Mesopotamia considerati i padri del- l'astrologia, furono i primi ad associare medicina e astrologia. Essi studiavano il Sole, la sua influenza sulle forze vitali e sul mondo vegetale; studiavano la Luna, le sue fasi e il suo influsso sulla germinazione e sulle acque; osservavano il cielo e coglievano erbe e radici medicinali secondo le sue configurazioni. Questi astronomi collegarono pianeti e qualità di erbe, che dovevano essere colte in momenti specifici, sempre secondo calcoli riferiti al cielo, e che venivano poi usate nella cura di malattie di cui il pianeta correlato era considerato il responsabile. I caldei furono i primi ad eseguire uno studio sistematico dei pianeti e delle stelle, annotandone ogni spostamento e mettendo a punto il sistema usato ancora oggi, che comprende anche delle leggi che possono prevedere gli effetti degli astri sull'uomo e sulla vita del nostro pianeta. Essi studiarono anche le correlazioni tra il moto dei corpi celesti e l'insorgere di malattie sia nei singoli individui che in forme epidemiche. Queste conoscenze davano grande potere ai sacerdoti e al sovrano, che era l'unico a poter avere auspici personali, oltre a quelli utili per il governo e la cosa pubblica.
Molti altri popoli, quali ad esempio fenici, persiani, israeliti, ebbero grande considerazione per il Sole e la sua potentissima influenza. In Egitto, già in epoca prefaraonica, più di 5000 anni or sono, i sapienti erano astrologi, sacerdoti e medici allo stesso tempo, in quanto tutte e tre queste discipline si occupavano di tutelare la qualità della vita e il benessere dell'uomo e studiavano il cielo per trarne informazioni e previsioni.
Gli egiziani adoravano il Sole sia nella sua forma materiale che come entità divina, con i nomi di Ra e Amun-Ra. Un antico papiro definisce "Il Sole, dominatore fisico del firmamento, dominatore spirituale e ideale di tutto l'universo e, come tale, re di tutti gli dei". L’astrologia medica era particolarmente considerata e applicata in Egitto, dove era governata dal dio Toth, padre delle arti e delle scienze.
In base ai suggerimenti degli astri, i medici-sacerdoti diagnosticavano, stabilivano le cure e gli eventuali interventi chirurgici, nonché i momenti più adatti per iniziare le cure o per operare. Essi avevano a disposizione una vastissima gamma di rimedi ricavati dai tre regni della natura, tutti minuziosamente classificati in base alle proprietà siderali e terapeutiche. Le ricette erano tenute rigorosamente segrete e rivelate unicamente a sacerdoti e iniziati, quindi, nel tempo, questo patrimonio di conoscenza è andato quasi completamente perduto. Dalla Mesopotamia e dall'Egitto l' astrologia medica, insieme a ogni altra conoscenza, si diffuse in tutto il mondo allora conosciuto ed ebbe il suo massimo sviluppo in Grecia, dove grandi studiosi e filosofi, quali Eraclito, Empedocle e Pitagora, si occuparono di cercare la logica e l'armonia celata nei rapporti tra uomo e cosmo. La cultura ellenistica perfezionò l'astrologia medica e la inquadrò in un sistema che è giunto intatto fino ai tempi nostri. Ippocrate (460-377 a.C.), il grande medico considerato il padre della medicina, seppe equilibrare in questa scienza la teoria e l'osservazione; egli credeva nella diagnosi astrologica e sosteneva l'importanza dell'ali- mentazione per la salute.
Sua è la frase: «Che le vostre medicine siano i cibi, che i cibi siano le vostre medicine» e ha anche detto: «Chi ignora l'astrologia non deve essere considerato un medico, ma un idiota». Va ricordato anche il medico e farmacologo Galeno, che per oltre mille anni fu figura dominante nelle arti mediche e che ancora oggi è seguito. Egli sosteneva che: «Lo stato del cielo, la stagione dell'anno, la regione o il paese in cui ci si trova» devono essere tenute presenti quando si fa una diagnosi e si stabilisce una terapia. Galeno mise a punto un sistema per predire il decorso e l'esito di una malattia per mezzo di dati astronomici.
Nell'antica Roma la medicina era considerata una professione indegna e i medici erano guardati con di- sprezzo, ma Galeno riuscì non solo a farsi accettare, ma anche ad imporre se stesso come personaggio influente e la medicina astrologica come pratica importante. Nello stesso periodo il grande matematico, astronomo e astrologo Tolomeo insegnava alla scuola di Alessandria e non è escluso che Galeno sia stato suo allievo. Già nel 140 d.C. Tolomeo sosteneva che per diagnosticare e trattare ogni malattia bisogna tenere conto della carta del cielo, della stagione e del luogo. Egli compilò il Tetrabiblos, fondamentale trattato, considerato la Bibbia dell'astrologia, che è alla base delle conoscenze moderne. Il poeta romano Manilio (I secolo d.C.) ha formulato la teoria dell'uomo zodiacale, ha cioè associato ogni parte anatomica del corpo umano a un segno dello zodiaco. Gli oroscopi così tracciati indicavano le condizioni di salute e le abitudini personali dell'individuo. Tra i primi detrattori dell'astrologia possiamo annoverare Carneade (220 a.C.), Cicerone e Lucrezio. Essi disconoscevano qualsiasi fondamento alla pratica astrologica, soprattutto in virtù del basso livello praticato nella società romana da alcuni astrologi. Con i cristiani questa scienza fu nuovamente presa in considerazione, grazie alla lettura dei presagio della nascita di Gesù, alla Cometa e ai Magi, pure legati alla sua venuta. Ma alti e bassi continuarono e con la caduta dell'impero romano l'astrologia declinò.

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