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mercoledì 11 giugno 2008

Erba rugginina

Annaffiare
Si consiglia di annaffiare le piante evitando di lasciare acqua nel sottovaso, poiché l'acqua stagnante porta spesso allo sviluppo di malattie fungine. Annaffiare con regolarità, ogni 1-2 settimane , bagnando il terreno a fondo con circa 2-3 bicchieri d'acqua , ma attendendo che il substrato asciughi completamente tra un'annaffiatura e l'altra; evitare di lasciare acqua stagnante.
Coltivazione
L' Erba rugginina ha sviluppo tappezzante, tende quindi ad allargarsi molto. Erba rugginina è sempreverde; durante primavera , estate , autunno , inverno assume una colorazione verde ; gli esemplari adulti sono di taglia media e raggiungono i 15 cm di altezza. Queste piante sono felci.
Luce
Evitare i luoghi eccessivamente soleggiati; si consiglia di posizionare l' Erba rugginina in luogo semiombreggiato. Si consiglia di posizionare i vasi in luogo abbastanza luminoso, evitando però la luce diretta del sole, che potrebbe essere dannosa per il fogliame.Queste piante sono rustiche nelle zone a clima mediterraneo, quindi si possono coltivare all'aperto.
Fertilizzare
In primavera utilizziamo regolarmente un concime ricco in azoto e potassio, per favorire lo sviluppo della nuova vegetazione; la concimazione si pratica aggiungendo il fertilizzante all'acqua delle annaffiature, ogni 15-20 giorni.
Malattie
Con l'innalzarsi delle temperature diurne, all'inizio della primavera, è bene praticare un trattamento preventivo, con un insetticida ad ampio spettro, da praticarsi quando nel giardino non sono presenti fioriture. Prima che le gemme ingrossino eccessivamente è consigliabile anche praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, il cui dilagare è favorito dall'elevata umidità ambientale.

sabato 7 giugno 2008

Dendrobium - Orchidee










CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Phylum: Euphyta
Divisione: Angiospermae, vale a dire piante provviste sia di fiore che di frutto
Classe: Monocotiledoni, che vuol dire che sono piante che hanno una sola foglia embrionale (un cotiledone)
Ordine: Gynandreae
Famiglia: Orchidaceae
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Dendrobieae
Sottotribù: Dendrobiinae
Genere: Dendrobium

CARATTERISTICHE GENERALI
Al genere Dendrobium appartengono specie originarie di tutta l'Asia orientale, dall'Himalaya al Pacifico, Australia e Nuova Zelanda.
Il genere, uno dei più numerosi della famiglia delle Orchidee, comprende più di 1600 specie che vivono in habitat molto differenti tra loro: a livello del mare e fino a 3500 m di altitudine, alcune in regioni a clima temperato altre dove la temperatura e l'umidità è costante durante tutto l'anno, altre nei climi tropicali. Questo fatto comporta d'avere Dendrobium con esigenze colturali, forma e dimensioni molto diverse tra loro. Abbiamo Dendrobium di dimensioni molto piccole di 3-4 cm e Dendrobium molto grandi lunghi parecchi metri con forme e colori le più diverse che rendono questa specie unica e insostituibile per gli amanti delle orchidee.
Tutto questo è complicato dal fatto che esistono sul mercato numerosissimi ibridi e conseguentemente tantissimi tipi di Dendrobium.
Il loro nome deriva dal greco "dendro = tronco, albero " e "bios = vita" a significare il fatto che sono orchidee EPIFITE ma si ritrovano anche specie con comportamento LITOFITA ed anche qualcuna TERRESTRE.
La morfologia tra i Dendrobium è molto diversa tra loro, troviamo infatti specie con foglie sempreverdi ed altre con foglie caduche, alcune provviste di singole foglie, altre riunite a gruppi.
Una caratteristica che hanno in comune i diversi gruppi è quella di formare dei keiki (foto a lato) sia all'altezza dei nodi che alla base dello stelo che altro non sono che una nuova piantina di orchidea che una volta sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente.
Molto spesso si sente dire: "lascia perdere i Dendrobium perchè sono molto difficili da coltivare". Personalmente non concordo con questa affermazione in quanto, anche se è vero che è fondamentale per questo genere sapere la specie di appartenenza per poter inquadrare le sue esigenze colturali e spesso alcune richiedono delle condizioni estreme che molto difficilmente riusciamo a riprodurre nelle nostre case, è pur vero che esistendo circa 1600 specie si riesce tranquillamente a trovare quella che meglio si può adattare alle condizioni climatiche a noi più vicine.
In linea generale per capire come allevare i Dendrobium teniamo presente che sono piante che hanno un periodo vegetativo molto rapido vale a dire sviluppano molto il fretta le parti verdi e le radici, per impiegare invece molto più tempo per la fioritura e la produzione dei semi. Questa situazione è dettata dal fatto che il riposo vegetativo corrisponde in natura con le stagioni meno favorevoli al loro sviluppo, vale a dire freddo e asciutto, condizioni nelle quali la pianta non potrebbe sopravvivere se non entrando appunto in riposo e utilizzando durante questo periodo le riserve immagazzinate nei pseudobulbi durante la fase di pieno sviluppo. In natura questo periodo sfavorevole è più lungo dei periodi favorevoli, per tale motivo hanno questo ciclo particolare.
Considerando che sono piante dagli habitat più diversi è impossibile fare delle generalizzazioni sulle loro tecniche colturali. Per questo motivo alcuni dividono i Dendrobium in sei gruppi e per ciascuno vengono descritti gli ambienti tipici di coltivazione.

mercoledì 21 maggio 2008

Melanzane tossiche?

Forse pochi lo sanno, ma le melanzane sono leggermente tossiche.
Le melanzane fanno parte della famiglia delle solanacee di cui fanno parte altri alimenti:

-patate
-peperoncino
-pomodoro (solo il pomodoro ancora verde contiene la solanina, tossica)
-peperoni

Quella delle solanacee è una "famiglia" che comprende circa 85 generi e almeno 2200 specie. Contengono sostanze tossiche più o meno concentrate, dannose per il nostro organismo (solanina, atropina, solanocapsina). Possono causare dolori addominali, diarrea emorragica, letargia, salivazione anomala, gravi problemi gastrici, rallentamento del battito cardiaco e gravi alterazioni neurologiche. La concentrazione degli alcaloidi è più o meno concentrata a seconda dell'ortaggio. Evitare semi, foglie e frutti non maturi (come dicevo prima, i pomodori ancora verdi). La maggior parte delle sostanze irritanti è contenuta nella buccia.
Ma la tossicità della melanzana, a quanto pare, deriva proprio dal contenuto di solanina (è un alcaloide tossico) nella buccia, infatti è consigliabile toglierla. A volte sarebbe anche opportuno far scolare l'acqua di vegetazione; questa operazione si svolge nel seguente modo:
- tagliare le melanzane a fette
- adagiarle su un piatto
- mettere un pizzico di sale su ogni fettina
- lasciare riposare per circa un'oretta

Alla fine di questa operazione la melanzana avrà rilasciato un po di acqua, che logicamente butteremo via.
Un altro consiglio è
quello di evitare di mangiare patate e melanzane crude, in quanto la patata contiene anch'essa un elevato contenuto di solanina, che si riduce del 40-50 % durante la cottura, mentre la melanzana cruda ha un gusto molto sgradevole.

mercoledì 7 maggio 2008

Calancola

La Kalanchoe appartiene ad un genere di più di 200 specie di sempreverdi con foglie succulente, coltivate sia per le loro foglie che per il fiore.
I fiori si sviluppano all'apice dei rami e sono formati generalmente da quattro petali. Raramente queste piante superano il 50 cm di altezza anche se qualche varietà può raggiungere il metro.
Il portamento è molto regolare ed
è ben ramificato fin dalla base.
La pianta può essere esposta tranquillamente in pieno sole e non necessita di irrigazioni frequenti. Durante il periodo estivo si consiglia di portarla all’aperto e di aumentare le annaffiature per favorire la vegetazione.
Nel periodo invernale la temperatura non deve sce
ndere al disotto dei sette gradi. La fioritura, che nell’arco dell’anno può essere ripetuta più volte, non deve essere asportata. Ciò faciliterà l’induzione a fiore e consentirà di ottenere una pianta sempre fiorita.
Il rinvaso della Kalanchoe deve essere effettuato annualmente aumentando di poco il diametro del vaso, utilizzando una mistura di torba e composto. Le concimazioni devono essere periodiche, avendo l’accortezza di utilizzare concime con elevato contenuto di potassio e fosforo. Queste piante raramente subiscono attacchi da parassiti. Tuttavia talvolta possono essere attaccate da cocciniglie sulle radici, sulle foglie e sui fiori. Utilizzare olio bianco miscelato con un antiparassitario pecifico.
Nel genere Kalanchoe vi sono specie sia a portamento verticale sia a portamento decombente e pendente. La Kalanchoe "Tessa" è una succulenta perenne, prostrata, con foglie strette ovali, verdi, lunghe circa quattro centimetri. Produce fiori tubulosi arancio-rossi.

Concimazione: In questo periodo dell'anno, ricordiamo di arricchire il terreno delle piante succulente, utilizzando, ogni 15-2 giorni, un concime specifico; il fertilizzante per le piante succulente deve essere povero in azoto, per evitare che producano un'eccessiva quantità di vegetazione facilmente attaccabile da malattie fungine.
Annaffiatura: Evitiamo di annaffiare la Calancola eccessivamente, lasciando sempre che tra un'annaffiatura e l'altra il terreno rimanga asciutto per almeno un paio di giorni, quindi interveniamo bagnando il substrato in profondità ogni 4-5 settimane , con 1-2 bicchieri d'acqua . Ricordiamo che le piante succulente possono trattenere l'acqua all'interno dei loro tessuti, quindi necessitano di annaffiature solo con clima caldo.
Esposizione: Le piante succulente possono essere coltivate anche in serra fredda, con temperature che per molte specie possono essere inferiori ai 5°C, ma in questo caso é necessario mantenerle completamente asciutte. Per uno sviluppo equilibrato scegliamo per la Calancola una posizione semiombreggiata, dove possa godere della luce diretta del sole soltanto durante le ore più fresche della giornata. Si consiglia di coltivare la Calancola in casa o in serra riscaldata; quando le temperature minime salgono al di sopra dei 15°C è possibile spostarle all'aperto.
Generalità: Lo sviluppo è eretto, tendono a crescere sia in altezza, sia in larghezza, dando origine ad un arbusto arrotondato. Queste piante sono succulente. Calancola è sempreverde; durante primavera , estate , autunno , inverno assume una colorazione rosa ; gli esemplari adulti sono di taglia media e raggiungono i 30 cm di altezza.
Trattamenti: Con l'innalzarsi delle temperature diurne, all'inizio della primavera, è bene praticare un trattamento preventivo, con un insetticida ad ampio spettro, da praticarsi quando nel giardino non sono presenti fioriture. Prima che le gemme ingrossino eccessivamente è consigliabile anche praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, il cui dilagare è favorito dall'elevata umidità ambientale.

giovedì 24 aprile 2008

I tulipani

Il tulipano è originario della Turchia, dove cresce spontaneamente e dove iniziò ad essere coltivato circa 1000 anni fa. Il termine tulipano deriva dal greco turban (= turbante), forse perché la sua forma ricorda proprio quella del turbante. Da sempre, tutti i giardini d'Oriente sono "gremiti" di tulipani ed in Aprile a Costantinopoli si celebra la festa del tulipano. Una leggenda turca fa risalire l'origine del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso. Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto. In Occidente, i bulbi del tulipano giunsero intorno al 1550, grazie all'ambasciatore austriaco a Costantinopoli, che di ritorno dalla Turchia ne portò una quantità consistente a Vienna, dove però non seppero coltivarli adeguatamente. Il paese europeo dove i tulipani hanno avuto più successo è stato senza dubbio l'Olanda; dal 1600, infatti, i tulipani divennero ricercatissimi e questo portò il loro prezzo alle stelle, tant'è che nel 1637 il governo olandese dovette approvare una legge che ne regolava il prezzo. In Occidente il significato del tulipano, nel linguaggio dei fiori, è quello dell'incostanza.

Nome: Tulipa
Nome Comune: Tulipano
Famiglia: Liliacee
Tipo bulbo: rizomi
Dimensione bulbo: da 10/12cm fino a 20 cm

Caratteristiche del fiore: I colori del tulipano possono essere svariati e di tutte le tonalità. Essi possono essere sia nani sia alti, ma, in ogni caso, soavemente profumati. Il periodo della fioritura va da marzo a maggio.
Caratteristiche della pianta: L' altezza della pianta varia tra i 20 ed i 30 cm; le foglie sono di colore verde intenso
Terreno: Deve essere ricco di sostanze organiche, non umido, non argilloso, non compatto bensì leggero.
Periodo di piantumazione: Autunno
Profondità di piantumazione: La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.
Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.

giovedì 7 febbraio 2008

Camomilla

La camomilla è una pianta aromatica, un'erbacea poliennale con fiori bianchi di 2-3 cm di diametro. Proprio i capolini dei fiori vengono utilizzati per la preparazione di un infuso, molto apprezzato per le sue qualità di blando sedativo. Per avere il risultato migliore, va bevuto caldo subito dopo la preparazione; in questo modo infatti non si perdono gli effetti degli oli essenziali. Vi sono due tipi di camomilla, quella comune (Matricaria chamomilla) e quella romana (Anthemis nobilis). Quest'ultima va preferita alla prima, essendo più aromatica. Inoltre bisogna tenere presente che i concentrati di camomilla oggi in commercio sono privi di effetti sedativi, per quanto possano risultare gradevoli al palato e dissetanti.

Generalità
: con il termine Camomilla si indicano alcune piante annuali o perenni, di origine Europea, utilizzate in erboristeria come blando sedativo ed antiinfiammato
rio per uso esterno. Tra le specie più apprezzate di Camomilla ricordiamo Anthemis nobilis (chiamata anche Chamaemelum nobile), detta Camomilla romana, e Matricaria camomilla, detta Camomilla tedesca. Si tratta di piccole piante perenni, tappezzanti, dallo sviluppo stolonifero. Hanno fogliame di colore verde chiaro, dalla primavera fino all'estate producono piccole infiorescenze a capolino, costituite da petali bianchi e da un centro color giallo oro. Se l'inverno è mite si comportano da sempreverdi; altrimenti perdono la parte aerea, che germoglierà nuovamente in primavera. In erboristeria si utilizzano i fiori, che vanno raccolti non appena schiudono, ed utilizzati freschi od essiccati.

Esposizione: prediligono posizioni soleggiate o semiombreggiate; non temono il freddo e sono presenti allo stato selvatico in tutta la penisola, lungo le strade o nei campi incolti.

Annaffiature: si tratta di perenni rustiche e di facile coltivazione, che in genere si accontentano delle piogge, e non necessitano di annaffiature, salvo il caso di periodi di siccità; per una fioritura abbondante e piante molto rigogliose si consiglia di annaffiare periodicamente, evitando di lasciare il terreno eccessivamente asciutto per lungo tempo. E' consigliabile evitare eccessive concimazioni, perchè sembra che le piante abbiano uno sviluppo migliore in terreni non troppo ricchi in azoto.

Terreno: preferiscono terreni freschi, sciolti e profondi, molto ben drenati e non eccessivamente ricchi di materia organica.

martedì 2 ottobre 2007

Le orchidee

Descrizione:
Pur appartenendo ad un'unica famiglia botanica, quella delle Orchidaceae, comprendono un elevato numero di specie, generi e varietà, sia spontanee che coltivate, che rende la loro classificazione estremamente complessa. Sono diffuse un po' ovunque ma per la maggior parte sono originarie delle zone umide della fascia intertropicale. In Italia abbiamo circa 85 specie spontanee, distribuite nelle zone umide sia di montagna che in prossimità delle coste, molte delle quali estremamente rare e in via di estinzione e come tali protette dalla raccolta indiscriminata.
Le Orchidee hanno habitat molto differenti: la maggior parte sono epifite (posseggono solo radici aeree) o semi-epifite, per cui in genere vivono su rami e tronchi di altre piante o su rocce coperte da un sottile strato di frammenti vegetali, muschi e licheni; altre specie sono terrestri, come quelle diffuse nei climi temperati, mentre altre ancora sono sotterranee e semi-acquatiche. "Classificazione delle Orchidee"
Lo stelo in genere è eretto
, anche se in alcuni casi, come nella Vanilla Planifolia, dai cui frutti si ricava la vaniglia, è strisciante o rampicante. In diverse specie si trovano dei particolari steli tuberizzati, detti pseudobulbi, che fungono da organi di riserva dell'acqua e delle sostanze nutritive; per un buon accrescimento è indispensabile che l'Orchidea ne abbia almeno due. "Anatomia delle Orchidee"
Anche le radici hanno degli organi di riserva, i tubercoli radicali, dal
cui particolare aspetto le orchidee prendono il nome (infatti in greco "orchis" significa testicolo); dei due normalmente presenti uno è bianco e turgido e serve ad alimentare il germoglio del successivo anno, mentre l'altro, scuro e grinzoso, ha nutrito la vegetazione in corso. Tutte le Orchidee, perlomeno negli stadi giovanili, stabiliscono una simbiosi con specifici funghi situati nelle radici, che le riforniscono di azoto e vitamine indispensabili per il loro sviluppo (nella pratica vivaistica vengono somministrate artificialmente). Le foglie sono per lo più semplici, allungate e prive di picciolo e nelle forme epifite partono dagli pseudobulbi. I fiori sono di forma, colori e dimensioni svariati, solitari o riuniti in infiorescenze, terminali o all'ascella delle foglie. Le orchidee sono quasi tutte allogame (cioè ad impollinazione incrociata), per cui in natura mettono in atto tutta una serie di stratagemmi per favorire il contatto del polline con i pronubi (insetti, colibrì, pipistrelli, lumache), dal momento che la scarsa produzione di nettare dei loro fiori non consente di attirarli in altro modo; ad esempio in molte specie hanno un aspetto che ricorda le femmine di certi insetti, oppure altre emanano odori caratteristici che richiamano i maschi e hanno il polline ricoperto da una sostanza vischiosa cosicchè aderisca al loro corpo. Le orchidee vengono coltivate per la spettacolare bellezza dei loro fiori; perdonerete l'espressione ma è ricorrente oramai chiamarle il Viagra delle piante. Vengono commercializzate principalmente come fiori recisi; tuttavia, diverse specie e varietà hanno nel complesso un notevole valore ornamentale per cui, allevate in appositi vasi o cestini sospesi, possono creare nei nostri appartamenti un angolo verde di particolare suggestione.
Tecnica di coltivazione:
In genere le Orchidee prediligono substrati tendenzialmente acidi, soffici e ben aerati, poveri di elementi minerali; i materiali tendenzialmente impiegati sono costituiti da miscugli di torba, sfagno (muschio che cresce nelle torbiere), foglie e corteccia di conifere, radici di felci, terra di bosco. Mentre per le specie epifite il substrato ha principalmente una funzione di sostegno, per le specie terrestri ha una funzione trofica (nutritiva). Molto spesso le specie epifite o semiepifite vengono coltivate sospese in cestini di legno o filo metallico, su "zattere" di corteccia miste a materiali spugnosi, che mantengono ottimali i livelli di umidità intorno alle radici. In genere le orchidee sono poco esigenti in elementi nutritivi; la soluzione nutritiva ottimale deve contenere il doppio dell'azoto rispetto al fosforo e al potassio e va sostituita con una frequenza variabile da 7-15 giorni a 3-4 settimane, a seconda delle esigenze della specie e del periodo stagionale. Annaffiatura:
In ambienti riscaldati e durante la stagione calda, l'irrigazione deve avvenire da 2 a 4 volte la settimana, mentre nella stagione fredda si può ridurre ad una volta la settimana, soprattutto per le epifite, a meno che non siano coltivate sospese per cui, essendo esposte all'aria, hanno bisogno di più interventi irrigui. Per le specie originarie di zone con periodi siccitosi, è bene sospendere le innaffiature in corrispondenza di questi periodi; inoltre le specie dotate di pseudobulbi possono immagazzinare acqua anche per lunghi periodi. Molto dannosi sono gli eccessi idrici che provocano ingiallimenti e degradazioni dei pseudobulbi, con fuoriuscita delle radici dal vaso. E' inoltre importantissimo evitare che l'acqua ristagni nelle foglie o nei fiori, provocando così dei marciumi; si consiglia di usare acqua piovana e non di rubinetto, che contiene cloro a cui le Orchidee sono particolarmente sensibili. Esigenze climatiche:
Le esigenze climatiche delle diverse Orchidee variano notevolmente in relazione alla loro diversa origine geografica e per uno stesso individuo, a seconda della fase del ciclo biologico; in Italia la loro coltivazione avviene esclusivamente in ambienti protetti e accuratamente climatizzati.
In ogni caso le Orchidee amano la luce ma non l'esposizione diretta ai raggi solari e le temperature dei nostri appartamenti d'inverno sono in genere soddisfacenti per le loro esigenze. Tuttavia temperature troppo diverse da quelle ottimali possono provocare delle deturpazioni nelle foglie e nei fiori.
Lo stesso discorso vale anche per l'umidità ambientale, che se è eccessiva provoca la comparsa di macchie sui fiori, mentre se è troppo bassa provoca ingiallimenti e raggrinzimenti della vegetazione. Soprattutto per le epifite è meglio umidificare l'ambiente che bagnare direttamente il substrato.Malattie e danni:
Poiché la maggior parte delle Orchidee coltivate in serra e vendute come piante d'appartamento sono originarie di zone tropicali o subtropicali, oppure sono ibridi ottenuti in vivaio con particolari tecniche di fecondazione incrociata tra specie e generi diversi, non trovano nei nostri ambienti i loro naturali parassiti e i vettori di specifiche malattie. Per questo motivo sono quindi soggette per lo più a fisiopatie, cioè ad alterazioni provocate da condizioni di temperatura, luce ed umidità non favorevoli al loro armonico sviluppo.

Il fattore luce, se non adeguato, manifesta i seguenti danni nelle piante:

- formazione di germogli deboli e sottili
- mancata formazione della gemma fio
rale
- accartocciamento delle foglie

sono sintomi di illuminazione insufficiente, a cui si può rimediare con l'illuminazione artificiale.

Nei mesi invernali si dovrebbero alternare 12 ore di luce con 12 ore di buio


Viceversa:


- ingiallimento e appassimento delle foglie
- comparsa di anomala colorazione rossa nelle foglie
- decolorazione e deformazione dei fiori

sono sintomi dovuti ad eccessiva illuminazione, accompagnata da elevate temperature ed umidità ambientale scarsa.
Fattore umidità
,

- ingiallimento delle foglie

- degradazione dei pseudobulbi

- fuoriuscita delle radici dal vaso


dipendono in genere da eccessiva innaffiatura, anche con acqua non a temperatura ambiente o ricca di cloro o anche da un'eccessi
va umidità ambientale
Fattore temperatura
,

- comparsa di colorazione rossastra nel fogliame più giovane
- imbrunimento alla base dei fiori

- maculature brunastre sui fiori (specie su Phalaenopsis dove le macchie si formano
irreversibilmente dopo solo 4 ore a temperature molto basse, inferiori ai 4°C)

dovute a Temperature troppo basse.

Tuttavia la maggior parte delle orchidee attualmente coltivate è sotto forma di ibridi che si adattano a condizioni di temperatura diverse, ma non troppo da quella originaria.


giovedì 20 settembre 2007

Ficus Ginseng

nome botanico:ficus ginseng
famiglia:moraceae
breve descrizione: spettacolare bonsai dal tronco molto grosso e sinuoso e dalla corteccia piuttosto chiara; presenta foglie semplici e lineari. La base del tronco negli esemplari anziani è molto ricca di radici contorte, altre radici invece, partono dai rami ed arrivano a terra creando un effetto molto suggestivo.
durata: perenne
periodo di fioritura:le infiorescenze sono poco ornamentali e difficilmente si presentano nella coltivazione bonsai.
area di origine:fasce tropicali o subtropicali
clima:tropicale
uso:pianta d'appartamento che durante la bella stagione può essere esposta in esterni.
esposizione e luminosità:Tenere in casa in autunno-inverno, con l'arrivo dei primi caldi, se possibile, spostare in ambiente esterno con un'esposizione alla mezz'ombra. la luce del sole diretta ne stimola la crescita. E' importante che il vaso non si surriscaldi, infatti, si rischia di danneggiare l'apparato radicale.
temperatura:sopporta bene il caldo, non scendere sotto i 10°C e non sottoporre a sbalzi di temperatura o correnti d'aria fredda.
substrato: utilizzare del terricico per bonsai, oppure unmiscuglio di terriccio universale e sabiba per ottimizzare il drenaggio.
irrigazione: mantenere il substrato solo leggermente umido durante la bella stagione, regolarsi anche tenendo conto del tipo di clima: quando è eccessivamente secco il fabbisogno idrico della pianta aumenta, quando è molto umido viceversa. Per aumentare l'umidità ambientale è possibile disporre il Bonsai su un vassoio contenente argilla espansa mantenendola sempre coperta da un sottile strato d’acqua. Così facendo, oltre a fornire una riserva supplementare di acqua per le radici, genererete uno strato di aria più umida intorno al Bonsai.
concimazione: utilizzare un substrato già molto ricco di sostanza organica, oppure, utilizzare i fertilizzanti per i bonsai seguendo le dosi indicate sul prodotto. La concimazione si interrompe solo nei due mesi più freddi.
rinvaso:rinvasare in primavera riducendo alla metà l'apparato radicale e prestando attenzione, durante l'operazione a non danneggiare il pane di terra intorno al tronco.
potatura: seguire le cure per il mantenimento dei bonsai. In primavera si può intervenire con la certezza di stimolare la ripresa vegetativa. Si consiglia di medicare i tagli con del cicatrizzante, altrimenti, le ferite tendono ad assumere un aspetto anti estetico. La scelta delle branche da potare dipende dalla forma del bonsai, sicuramente vanno eliminati i rami che si sviluppano in verticale, contrapposti o troppo vicini. Per ridurre la grandezza delle foglie è fondamentale defogliare l'esemplare utilizzando una forbice ben affilata, in questo modo la pianta produrrà nuove piccole foglioline; durante questa operazione è molto importante lasciare almeno una foglia all'apice di ogni ramo, che verrà eliminata soltanto quando saranno comparse le piccole foglioline nuove.
avversità: Seppur sia una pianta rustica, può essere soggetta a tipi diversi di funghi e parassiti.
Una buona prevenzione per gli esemplari coltivati in ambienti interni è legata ad un corretto allevamento
piccoli consigli:se questa pianta viene lasciata ad una crescita libera, magari nelle zone dove può vivere all'aperto, può diventare anche molto grande.
storia:Il ficus ginseng è così chiamato perchè con le sue forme mostra variegate figure: uccelli, mostri, ginseng ecc
ambiente: In un habitat ideale i Ficus si sviluppano in maniera esorbitante e producono dei frutti simili a fichi in miniatura. Tutti i Ficus sono indicati per umidificare gli ambienti chiusi e sono considerati validi purificatori dell'aria, in particolare, il Ficus è anche una buona consumatrice di formaldeidce (12 microgrammi/ora). Questa sostanza nociva è prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria, da smalti e vernici, stoffe, tendaggi.
medicina: dalle ferite in tutta la pianta fuoriesce il latice, pertanto, utilizzare dei guanti.
letteratura e mitologia:Secondo il culto indiano, il ficus che cresce attorno alle case, assicura la massima sicurezza, garantendone la protezione da parte degli Dei.
arte:i ficus ginseng sono delle sculture create dalla natura, coltivarli è proprio un'arte.

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