Il campo di confronto per nuove idee, dove i sogni si scontrano con la realtà e fanno crescere la speranza.
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mercoledì 9 luglio 2008
Desperate Housewives: spoiler sul cast della quinta stagione
Intervistato da People, l’attore di Desperate Housewives James Denton - interprete dell’idraulico Mike Delfino, neo marito di Susan - ha confermato che sarà nuovamente nel cast dello show in onda sulla ABC, pronto a tornare con la quinta stagione. Tuttavia, Denton si è lasciato andare a una dichiarazione sconcertante: “Mike e Susan si sono lasciati definitivamente“. Nessun futuro quindi per la coppia più amata di Desperate Housewives. E sebbene non conosca le circostanze del ritorno, Denton ha dichiarato di essere sollevato di poter gironzolare per Wisteria Lane anche se la storyline del suo personaggio non sarà strettamente legata a quella di Susan.lunedì 7 luglio 2008
Il Fantasma dell'Opera di Andrew Lloyd Webber... di Joel Schumacher
L'Opéra Populaire è uno dei più importanti teatri della Parigi del 1870, eppure il proprietario decide di venderlo pochi giorni prima del debutto dell'atteso "Annibale" con la grande vedette Carlotta Sorelli. La ragione della cessione diviene chiara ai nuovi proprietari già alla loro prima visita in teatro: il cosiddetto Fantasma dell'Opera sembra esistere davvero, ed oltre all'utilizzo indiscriminato del palco numero 5 vuole da loro anche 20.000 franchi di stipendio mensile. Per dimostrare la serietà delle sue intenzioni, il Fantasma provoca un incidente che convince la capricciosa Sorelli a rinunciare alla prima. Al suo posto si esibirà Christine Daaé, una giovane ballerina di fila cui lo stesso Fantasma ha insegnato a cantare in maniera sublime. Ma Christine è amica d'infanzia del finanziatore dei nuovi proprietari, il quale è ancora innamorato di lei...Tratto dall'acclamato musical teatrale di Andrew Lloyd Webber ("Jesus Christ Superstar"), a sua volta basato sul bel romanzo che Gaston Leroux scrisse nel 1911, questa prima sortita nel mondo della musica del regista di "Batman & Robin" rischia di essere fortemente indigesto a coloro i quali non amano il genere.
Troppo lungo, con un ritmo altalenante e pieno di numeri di canto operistico con arrangiamenti elettronici, il film può catturare con la forza delle scenografie e l'intensità dell'interpretazione di Emmy Rossum (doppiata da Renata Fusco, nella versione italiana) ma è proprio dal punto di vista musicale che lascia un po' perplessi. Come in realtà spesso accade nei lavori del vate del musical inglese, le melodie realmente trascinanti sono poche e i testi delle canzoni suonano banali e a tratti ridicoli. Per quest'ultima cosa la decisione di doppiare interamente il film in italiano, se da un lato aiuta la comprensione della storia dall'altro non fa un favore al lavoro del paroliere Charles Hart.
Di Emmy Rossum (figlia di Sean Penn in "Mystic River") s'è già accennato: la ragazza ha la faccia giusta per l'ingénue ma sa diventare estremamente sensuale nell'unica scena che lo richiede. Nominata come miglior attrice per i Golden Globe 2005, è facile che in futuro si senta spesso parlare di lei. Al contrario Gerard Butler, nell'unico altro ruolo di rilievo della pellicola, appare legnoso e del tutto privo di fascino. L'esatto contrario delle monumentali scenografie ricostruite da Anthony Pratt, che rendono viva l'Opéra più di quanto non faccia la fotografia curata da John Mathieson. Se il teatro riesce a sembrarci sfarzoso ed inquietante come dovrebbe il merito è tutto del lavoro di Pratt, che si è ispirato alla vera Opéra di Parigi rendendola però più fascinosa e in qualche modo persino sensuale. I sotterranei in cui vive Erik, invece, sembrano poco ispirati e i pochi finti esterni sono fotografati in maniera davvero orrenda.
Rispetto al romanzo originale dell'autore del "Mistero della camera gialla", la sceneggiatura di Webber e Schumacher non si discosta molto, se non nella caratterizzazione del Fantasma - ora romantico innamorato senza nome più che mostro che semina terrore - e nel finale, confuso e poco pregnante. Il film crea però anche una cornice più moderna rispetto all'azione principale (1919) che se da una parte ricorda in qualche modo la figura del narratore nel romanzo, dall'altra spezza il racconto e finisce per banalizzarne la confezione. Ma permette anche a Schumacher di realizzare la scena migliore del film, l'unica pienamente riuscita dal punto di vista cinematografico: il risveglio del Teatro sull'onda dei ricordi di Raoul. Una scena di grande effetto, che sarà capace di ben disporre chi è entrato in sala pieno di buone intenzioni ma anche di tanti dubbi. E tutto sommato, il risultato generale saprà accontentare il ristretto pubblico appassionato di questo genere di prodotti. Se però non amate i film musicali, fatevi un favore e statene lontani.
Troppo lungo, con un ritmo altalenante e pieno di numeri di canto operistico con arrangiamenti elettronici, il film può catturare con la forza delle scenografie e l'intensità dell'interpretazione di Emmy Rossum (doppiata da Renata Fusco, nella versione italiana) ma è proprio dal punto di vista musicale che lascia un po' perplessi. Come in realtà spesso accade nei lavori del vate del musical inglese, le melodie realmente trascinanti sono poche e i testi delle canzoni suonano banali e a tratti ridicoli. Per quest'ultima cosa la decisione di doppiare interamente il film in italiano, se da un lato aiuta la comprensione della storia dall'altro non fa un favore al lavoro del paroliere Charles Hart.

Di Emmy Rossum (figlia di Sean Penn in "Mystic River") s'è già accennato: la ragazza ha la faccia giusta per l'ingénue ma sa diventare estremamente sensuale nell'unica scena che lo richiede. Nominata come miglior attrice per i Golden Globe 2005, è facile che in futuro si senta spesso parlare di lei. Al contrario Gerard Butler, nell'unico altro ruolo di rilievo della pellicola, appare legnoso e del tutto privo di fascino. L'esatto contrario delle monumentali scenografie ricostruite da Anthony Pratt, che rendono viva l'Opéra più di quanto non faccia la fotografia curata da John Mathieson. Se il teatro riesce a sembrarci sfarzoso ed inquietante come dovrebbe il merito è tutto del lavoro di Pratt, che si è ispirato alla vera Opéra di Parigi rendendola però più fascinosa e in qualche modo persino sensuale. I sotterranei in cui vive Erik, invece, sembrano poco ispirati e i pochi finti esterni sono fotografati in maniera davvero orrenda.
Rispetto al romanzo originale dell'autore del "Mistero della camera gialla", la sceneggiatura di Webber e Schumacher non si discosta molto, se non nella caratterizzazione del Fantasma - ora romantico innamorato senza nome più che mostro che semina terrore - e nel finale, confuso e poco pregnante. Il film crea però anche una cornice più moderna rispetto all'azione principale (1919) che se da una parte ricorda in qualche modo la figura del narratore nel romanzo, dall'altra spezza il racconto e finisce per banalizzarne la confezione. Ma permette anche a Schumacher di realizzare la scena migliore del film, l'unica pienamente riuscita dal punto di vista cinematografico: il risveglio del Teatro sull'onda dei ricordi di Raoul. Una scena di grande effetto, che sarà capace di ben disporre chi è entrato in sala pieno di buone intenzioni ma anche di tanti dubbi. E tutto sommato, il risultato generale saprà accontentare il ristretto pubblico appassionato di questo genere di prodotti. Se però non amate i film musicali, fatevi un favore e statene lontani.
venerdì 4 luglio 2008
mercoledì 2 luglio 2008
Un amore senza tempo
Quando ci ritroviamo da soli in una stanza con i nostri pensieri, dove ci possono portare? Dove ci conducono i nostri ricordi, i nostri sogni infranti, le nostre memorie quando si giunge al capitolo dinale della nostra vita? Se il film vuole insegnarci che nella vita non esistono sbagli, che tutto quello che facciamo conduce a qualcosa di speciale, che l'importante nella vita è essere felici, che non importa cosa si può o non si può fare o cosa si può o non si può essere secondo quello che dicono
gli altri. Beh, se il film cerca di dire questo, ha utilizzato troppo tempo per dirlo, troppe immagini, troppi colori, troppe musiche stupende che si infrangono contro i nostri occhi che man mano si chiudono, e astento vedono le immaigni finali del film.Se veramente non esistono sbagli nella vita, allora perchè bisogna lasciarci sfuggire di mano le cose quando siamo sicur
i che sono quello che vorremmo? Perchè ci affanniamo a dare nomi alle cose per poi sperare che non ci ricordino niente, che svaniscano dalla nostra mente, anche se le abbiamo costantemente sotto i nostri occhi? E' giusto rincorre le cose solo per poi desiderare di allontanarsene? Beh, credo che il film abbia troppi controsensi, si può aspirare a tanto nella vita, ma non è giusto ridursi alle sue ultime ore a desiderare qualcosa che non abbiamo avuto. Le scelte sono responsabilità, e bisogna assumersene il peso. L'amore non ci viene regalato, e quando per caso lo troviamo dobbiamo almeno degnarlo di uno sguardo.Voto con un 5, e credo di essere stato anche troppo buono. Mi aspettavo molto di più da questo film, non un antidoto alla mia insonnia.
T.M.
martedì 1 luglio 2008
L'insonnia
L'insonnia è uno stato di sonno inadeguato o insufficiente. Dentro a questa sintetica definizione vi sono già alcuni concetti importanti per descrivere questo diffusissimo disturbo. L'insufficienza e l'inadeguatezza del riposo sono infatti i due concetti che esprimono meglio i principali difetti che tale disturbo porta in sé. L'insonnia può manifestarsi attraverso una riduzione della quantità di sonno (insufficienza), ma anche attraverso un peggioramento della sua qualità, ovvero della sua funzione ristoratrice (inadeguatezza del riposo).Ma chi è il 'cattivo dormitore'?
Nella definizione classica di insonnia vengono descritti i quattro sintomi principali di tale disturbo.
Sintomi quantitativi
La difficoltà ad addormentarsi (detta anche insonnia iniziale); i frequenti risvegli notturni con difficoltà a riprendere sonno (insonnia intermedia); il risveglio mattutino troppo precoce (definito insonnia terminale).
Sintomo qualitativo
Il sonno di cattiva qualità, scarsamente ristoratore, che lascia, al risveglio, la sensazione di non aver riposato a sufficienza. In questo caso è possibile che si abbia la percezione di avere dormito per un numero sufficiente di ore, ma la stanchezza mattutina è la spia di un disturbo della qualità del sonno. In questo tipo di insonnia il fattore alla base della scarsa capacità ristoratrice del sonno è una riduzione della sua continuità. Per diversi motivi, che vanno dalla rumorosità dell'ambiente, alle cattive condizioni di temperatura o di umidità o altro ancora, si verificano frequentemente, in questi casi, i cosiddetti 'microrisvegli non coscienti' (brevissime, ma numerose interruzioni del sonno di cui non ci si accorge) cosicché, anche a fronte di una durata più o meno normale, il sonno perde la sua capacità rigeneratrice. Per quanto riguarda la durata del problema, indipendentemente dal sintomo predominante in ciascuna persona che soffre d'insonnia, si possono distinguere tre tipi di insonnia: l'insonnia transitoria, l'insonnia a breve termine e l'insonnia cronica.
Nella definizione classica di insonnia vengono descritti i quattro sintomi principali di tale disturbo.
Sintomi quantitativi
La difficoltà ad addormentarsi (detta anche insonnia iniziale); i frequenti risvegli notturni con difficoltà a riprendere sonno (insonnia intermedia); il risveglio mattutino troppo precoce (definito insonnia terminale).
Sintomo qualitativo

Il sonno di cattiva qualità, scarsamente ristoratore, che lascia, al risveglio, la sensazione di non aver riposato a sufficienza. In questo caso è possibile che si abbia la percezione di avere dormito per un numero sufficiente di ore, ma la stanchezza mattutina è la spia di un disturbo della qualità del sonno. In questo tipo di insonnia il fattore alla base della scarsa capacità ristoratrice del sonno è una riduzione della sua continuità. Per diversi motivi, che vanno dalla rumorosità dell'ambiente, alle cattive condizioni di temperatura o di umidità o altro ancora, si verificano frequentemente, in questi casi, i cosiddetti 'microrisvegli non coscienti' (brevissime, ma numerose interruzioni del sonno di cui non ci si accorge) cosicché, anche a fronte di una durata più o meno normale, il sonno perde la sua capacità rigeneratrice. Per quanto riguarda la durata del problema, indipendentemente dal sintomo predominante in ciascuna persona che soffre d'insonnia, si possono distinguere tre tipi di insonnia: l'insonnia transitoria, l'insonnia a breve termine e l'insonnia cronica.
Chi soffre di insonnia vive nella tentazione di ricorrere al sonnifero per risolvere i propri problemi, ma un nuovo studio è giunto alla conclusione che la terapia comportamentale cognitiva offre dei migliori risultati come trattamento di prima linea.
Lo studio, condotto da Gregg Jacobs, dello Sleep Disorders Center presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, prevedeva la somministrazione a caso a 63 pazienti insonni di sonniferi in pillole oppure luna terapia comportamentale cognitiva accompagnata da sonniferi in pillole, oppure della terapia più pillole placebo o, ancora, della terapia da sola.
Con la terapia cognitiva, i medici hanno insegnato ai partecipanti a riconoscere, mettere alla prova e cambiare i comportamenti che contribuiscono al persistere e all'aggravarsi dell'insonnia. È stato consigliato loro, ad esempio, di andare a letto solo quando avessero sonno, di usare il letto soltanto per il sonno e per il sesso, di alzarsi e mettersi a leggere o fare qualcosa di rilassante se il sonno non arriva entro mezz'ora. Si tratta di una terapia di breve durata che tende dunque a condizionare quei comportamenti ed atteggiamenti psicologici rispetto al sonno che tendono a provocare l'insonnia. Essa è sicura, non ha effetti secondari e i risultati durano a lungo senza ricadute.
Dopo oltre otto settimane di osservazione, i ricercatori hanno scoperto che coloro che erano stati sottoposti alla terapia comportamentale cognitiva da sola o congiuntamente ad un sonnifero o al placebo hanno avuto un miglioramento del loro sonno, con una riduzione del 52 per cento del tempo necessario per prendere sonno rispetto al 29 per cento dei pazienti che assumevano solo il sonnifero.
Dallo studio, pubblicato su Archives of Internal Medicine, è emerso anche che aggiungere alla terapia comportamentale cognitiva il sonnifero in pillole non ha offerto dei vantaggi ulteriori per il sonno dei partecipanti.
Una delle limitazioni della terapia comportamentale può essere la relativa bassa velocità della risposta, mentre lo studio necessita di ulteriori conferme che ne confermino la validità.
Insonnia
Lo studio, condotto da Gregg Jacobs, dello Sleep Disorders Center presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, prevedeva la somministrazione a caso a 63 pazienti insonni di sonniferi in pillole oppure luna terapia comportamentale cognitiva accompagnata da sonniferi in pillole, oppure della terapia più pillole placebo o, ancora, della terapia da sola.

Con la terapia cognitiva, i medici hanno insegnato ai partecipanti a riconoscere, mettere alla prova e cambiare i comportamenti che contribuiscono al persistere e all'aggravarsi dell'insonnia. È stato consigliato loro, ad esempio, di andare a letto solo quando avessero sonno, di usare il letto soltanto per il sonno e per il sesso, di alzarsi e mettersi a leggere o fare qualcosa di rilassante se il sonno non arriva entro mezz'ora. Si tratta di una terapia di breve durata che tende dunque a condizionare quei comportamenti ed atteggiamenti psicologici rispetto al sonno che tendono a provocare l'insonnia. Essa è sicura, non ha effetti secondari e i risultati durano a lungo senza ricadute.
Dopo oltre otto settimane di osservazione, i ricercatori hanno scoperto che coloro che erano stati sottoposti alla terapia comportamentale cognitiva da sola o congiuntamente ad un sonnifero o al placebo hanno avuto un miglioramento del loro sonno, con una riduzione del 52 per cento del tempo necessario per prendere sonno rispetto al 29 per cento dei pazienti che assumevano solo il sonnifero.
Dallo studio, pubblicato su Archives of Internal Medicine, è emerso anche che aggiungere alla terapia comportamentale cognitiva il sonnifero in pillole non ha offerto dei vantaggi ulteriori per il sonno dei partecipanti.
Una delle limitazioni della terapia comportamentale può essere la relativa bassa velocità della risposta, mentre lo studio necessita di ulteriori conferme che ne confermino la validità.
Insonnia
lunedì 30 giugno 2008
venerdì 27 giugno 2008
Fine...
Quando perdi anche il tempo dei sogni, cosa ti rimane per cercare di trovare le tue speranze? La tua serenità? Quando tutto ti delude e nemmeno la notte ti consola, nemmeno lei ti abbraccia per non farti sentire solo, avvolgendoti di stelle e facendo brillare ancora una volta il tuo cuore, in quale abisso dobbiamo aprire i nostri occhi?Al mattino ti risvegli senza certezze, ma anche senza dubbi, c'è solo un vuoto, e la luce del sole sembra un ospite indesiderato che occupa le tue stanze, e insiste sulla tua pelle, come i baci che non vorresti più, ma che non hai la forza di rifiutare.
Vorrei spalancare la finstra del mondo, e lanciare nel vuoto la storia dei miei sentimenti, per vedere se torna indietro, ma so già che la perderei, per ritrovarmela un giorno ai miei piedi, sulla strada, malconcia, ma inconfondibile, ad aspettare che la colga, e pianga sulle sue pagine ancora una volta, e questo forse mi fa più paura che conservarla qui, in un cassetto, cercando di non vedere, e non sentire il dolore che provoca lo sfarfallio delle sue pagine al vento che entra da quella finestra lontana.
T.M.
giovedì 26 giugno 2008
mercoledì 25 giugno 2008
Sono tanti i modi di morire
Sono tanti i modi di morire. Bisogna trovare il modo di vivere, questa è la cosa difficile.
dal film Il buio nell'anima
The Greatest-Cat Power
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