martedì 13 maggio 2008

I love shopping per il baby

Questo libro è solo una conferma della fantastica scrittrice Sophie Kinsella. In questa ultima avventura della strepitosa eroina Becky Bloomwood (Brandon) c'è veramente di che divertirsi. Certo forse più di altri suoi libri la scrittrice è riuscita qui a farsi influenzare della preoprie vicende personali, in stretta realzione con la sua maternità, ecco il motivo per cui alcune parti appaiono meno inventive, e lasciano poco spazio alla pazzia della fantastica Becky; resta comunque il fatto che il personaggio è impareggiabile, e le sue disavventure sanno sempre come strapparci un sorriso, anche quando c'è un piccolo Bloomwood in arrivo.
Posso solo dire che non vedo l'ora che esca un nuovo capitolo di questa meravigliosa storia, e nel frattempo c'è la nuova storia di Ti dicordi di me?, speriamo solo che non soppianti la nostra mitica Becky!

T.M.

mercoledì 7 maggio 2008

Calancola

La Kalanchoe appartiene ad un genere di più di 200 specie di sempreverdi con foglie succulente, coltivate sia per le loro foglie che per il fiore.
I fiori si sviluppano all'apice dei rami e sono formati generalmente da quattro petali. Raramente queste piante superano il 50 cm di altezza anche se qualche varietà può raggiungere il metro.
Il portamento è molto regolare ed
è ben ramificato fin dalla base.
La pianta può essere esposta tranquillamente in pieno sole e non necessita di irrigazioni frequenti. Durante il periodo estivo si consiglia di portarla all’aperto e di aumentare le annaffiature per favorire la vegetazione.
Nel periodo invernale la temperatura non deve sce
ndere al disotto dei sette gradi. La fioritura, che nell’arco dell’anno può essere ripetuta più volte, non deve essere asportata. Ciò faciliterà l’induzione a fiore e consentirà di ottenere una pianta sempre fiorita.
Il rinvaso della Kalanchoe deve essere effettuato annualmente aumentando di poco il diametro del vaso, utilizzando una mistura di torba e composto. Le concimazioni devono essere periodiche, avendo l’accortezza di utilizzare concime con elevato contenuto di potassio e fosforo. Queste piante raramente subiscono attacchi da parassiti. Tuttavia talvolta possono essere attaccate da cocciniglie sulle radici, sulle foglie e sui fiori. Utilizzare olio bianco miscelato con un antiparassitario pecifico.
Nel genere Kalanchoe vi sono specie sia a portamento verticale sia a portamento decombente e pendente. La Kalanchoe "Tessa" è una succulenta perenne, prostrata, con foglie strette ovali, verdi, lunghe circa quattro centimetri. Produce fiori tubulosi arancio-rossi.

Concimazione: In questo periodo dell'anno, ricordiamo di arricchire il terreno delle piante succulente, utilizzando, ogni 15-2 giorni, un concime specifico; il fertilizzante per le piante succulente deve essere povero in azoto, per evitare che producano un'eccessiva quantità di vegetazione facilmente attaccabile da malattie fungine.
Annaffiatura: Evitiamo di annaffiare la Calancola eccessivamente, lasciando sempre che tra un'annaffiatura e l'altra il terreno rimanga asciutto per almeno un paio di giorni, quindi interveniamo bagnando il substrato in profondità ogni 4-5 settimane , con 1-2 bicchieri d'acqua . Ricordiamo che le piante succulente possono trattenere l'acqua all'interno dei loro tessuti, quindi necessitano di annaffiature solo con clima caldo.
Esposizione: Le piante succulente possono essere coltivate anche in serra fredda, con temperature che per molte specie possono essere inferiori ai 5°C, ma in questo caso é necessario mantenerle completamente asciutte. Per uno sviluppo equilibrato scegliamo per la Calancola una posizione semiombreggiata, dove possa godere della luce diretta del sole soltanto durante le ore più fresche della giornata. Si consiglia di coltivare la Calancola in casa o in serra riscaldata; quando le temperature minime salgono al di sopra dei 15°C è possibile spostarle all'aperto.
Generalità: Lo sviluppo è eretto, tendono a crescere sia in altezza, sia in larghezza, dando origine ad un arbusto arrotondato. Queste piante sono succulente. Calancola è sempreverde; durante primavera , estate , autunno , inverno assume una colorazione rosa ; gli esemplari adulti sono di taglia media e raggiungono i 30 cm di altezza.
Trattamenti: Con l'innalzarsi delle temperature diurne, all'inizio della primavera, è bene praticare un trattamento preventivo, con un insetticida ad ampio spettro, da praticarsi quando nel giardino non sono presenti fioriture. Prima che le gemme ingrossino eccessivamente è consigliabile anche praticare un trattamento fungicida ad ampio spettro, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine, il cui dilagare è favorito dall'elevata umidità ambientale.

martedì 29 aprile 2008

Mogli a pezzi

Mogli a pezzi è una miniserie di 4 puntate su Canale 5 di Vincenzo Terracciano e AlessandroBenvenuti con Manuela Arcuri, Lorenza Indovina, Eva Grimaldi, Valeria Milillo. Oltre a loro, nel cast, anche Jason Lewis, il bello di Sex and the City, Lorenzo Crespi, Enrico Lo Verso, Brando Giorgi, Giuliana De Sio e lo stesso Alessandro Benvenuti.
La trama - Dora, Alice e Sofia, tre amiche che si conoscono fin dai tempi del liceo. Tutte sono prossime ai quaranta anni e, proprio per questo, si ritrovano a mettere in discussione molti elementi della loro vita. C'è anche Elisa, una bella trentenne che sta per sposare l'ex marito di Alice. Dora, donna in carriera con due figli e un bel marito, mette in discussione il suo rapporto di coppia per motivi professionali; Alice cerca il grande amore ma ancora deve elaborare il fallimento del suo matrimonio; Sofia, sempre vittima del padre e del marito, lotta finalmente per trovare la sua strada. Sono Mogli a Pezzi perché spesso ferite dagli uomini che entrano ed escono dalle loro vite, immerse in storie ingarbugliate e annodate ma forti e tanaci in grado di ricostruire ciò che gli altri mandano in frantumi.

Le storie riportate sul piccolo schermo sono state dedicate alle donne che ormai si sono aggiudicate un successo popolare offrendo uno spaccato del costume italiano attuale. Mogli a pezzi sono così quelle che soffrono di "mal di cuore" che combattono quotidianamente con una difficile realtà.

Un sostegno sicuro

Ci sono mementi in cui ti sembra che forse riesci a rialzarti, che forse non è veramente tutto perduto; in questi momenti riesci a sentire la natura attorno a te, senti il canto degli uccelli, il sole che ti scalda la pelle, senti il vento che ti accarezza, e puoi persino immaginare di alzarti più sù, e forse di cominciare a volare.
Quando senti che forse non è tutto perduto senti che qualcuno ti ha dato un'opportunità, qualcosa che prima non riuscivi a vedere, una mano a cui aggrapparti, e anche se questa mano non è vera, non è concreta, è la mano di una speranza che ti viene dall'alto, non è il tuo struggerti per vedere le cose diversamente, ma è una forza vera che ti solleva, anche se per poco, e ti fa vedere sopra la nebbia delle tue paure, e almeno un po' ti fa sorridere, e gioire di quello che hai, o che puoi ottenere.
Sento di aver afferrato questa mano, ne sento il calore, ho cancellato tutto il resto, le futili persone che solo a parole dicono di starti vicino, che ti guardano da lontano, ma non osano toccarti, avvicinarti, sorreggerti. Sento questa mano che mi porta sù, sento la musica con cui vuole farmi ballare, vuole farmi volare.
La nebbia si è un poco disciolta, ma non ancora del tutto, eppure sento meno freddo, e voglio provare a camminare, seppure scalzo, voglio provare ad andargli incontro, per ricevere un abbraccio, e capire finalmente che anch'io posso farcela, perchp forse me ne sono dimenticato.

T.M.

giovedì 24 aprile 2008

I tulipani

Il tulipano è originario della Turchia, dove cresce spontaneamente e dove iniziò ad essere coltivato circa 1000 anni fa. Il termine tulipano deriva dal greco turban (= turbante), forse perché la sua forma ricorda proprio quella del turbante. Da sempre, tutti i giardini d'Oriente sono "gremiti" di tulipani ed in Aprile a Costantinopoli si celebra la festa del tulipano. Una leggenda turca fa risalire l'origine del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso. Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto. In Occidente, i bulbi del tulipano giunsero intorno al 1550, grazie all'ambasciatore austriaco a Costantinopoli, che di ritorno dalla Turchia ne portò una quantità consistente a Vienna, dove però non seppero coltivarli adeguatamente. Il paese europeo dove i tulipani hanno avuto più successo è stato senza dubbio l'Olanda; dal 1600, infatti, i tulipani divennero ricercatissimi e questo portò il loro prezzo alle stelle, tant'è che nel 1637 il governo olandese dovette approvare una legge che ne regolava il prezzo. In Occidente il significato del tulipano, nel linguaggio dei fiori, è quello dell'incostanza.

Nome: Tulipa
Nome Comune: Tulipano
Famiglia: Liliacee
Tipo bulbo: rizomi
Dimensione bulbo: da 10/12cm fino a 20 cm

Caratteristiche del fiore: I colori del tulipano possono essere svariati e di tutte le tonalità. Essi possono essere sia nani sia alti, ma, in ogni caso, soavemente profumati. Il periodo della fioritura va da marzo a maggio.
Caratteristiche della pianta: L' altezza della pianta varia tra i 20 ed i 30 cm; le foglie sono di colore verde intenso
Terreno: Deve essere ricco di sostanze organiche, non umido, non argilloso, non compatto bensì leggero.
Periodo di piantumazione: Autunno
Profondità di piantumazione: La profondità, alla quale deve essere posto il bulbo, è di 10/15 cm; tra un bulbo e l'altro mantenere la distanza di circa 10-25 cm, che comunque può variare a seconda della varietà e dell'effetto, più o meno fitto, che si vuole ottenere.
Luce: I tulipani devono essere piantati in una zona soleggiata e, al tempo stesso, riparata dai venti.

martedì 22 aprile 2008

Le Parche

Le Parche (in latino Parcae), nella mitologia romana, sono il corrispettivo delle Moire greche.
In origine si trattava di una divinità singola, Parca, dea tutelare della nascita.
Successivamente le furono aggiunte Nona e Decima, che presiedevano agli ultimi mesi di gravidanza. Figlie di Zeus e Temi, la Giustizia. Esse stabilivano il destino degli uomini.
In arte e in poesia erano raffigurate come vecchie tessitrici scorbutiche o come oscure fanciulle. n un secondo momento furono assimilate alle Moire (Cloto, Lachesi ed Atropo) e divennero le divinità che presiedono al destino dell'uomo. La prima filava il tessuto della vita, la seconda dispensava i destini, assegnandone una ad ogni individuo stabilendone anche la durata, e la terza, l'inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili, neppure gli dei potevano cambiarle.
Venivano chiamate anche Fatae, ovvero coloro che presiedono al Fato (dal latino
Fatum ovvero "destino").

giovedì 17 aprile 2008

Un amore splendido

Leggero, frizzante, ma anche profodamente commovente, questo film assembla in una sola volta tutte le emozioni che si possono provare nella vita, ed in un'intensa storia d'amore.
Non è facile descrivere la sensazione che si prova all'epilogo della storia, dove le emozioni sono ai massimi livelli, i dialoghi si assottigliano, e gli sguardi contano molto più delle parole. Si rimane a bocca aperta, e con le lacrime agli occhi, si vorrebbe provare quelle emozioni, e si guardano stupiti due personaggi che sono riusciti a diventare una cosa sola, un'amore vero, un'amore splendido.
Voto con un 8 un film decisamente romantico, ma anche sorprendentemente spontaneo ed ironico, un film che fa sorridere il cuore.


T.M.

martedì 15 aprile 2008

Govanna Mezzogiorno

Una delle poche attrici italiane che sa far ridere e piangere. Con una bellezza semplice, mai ostentata, ha seguito un percorso artistico fatto di film di qualità, e si è fatta dirigere spesso da autori di livello internazionale. Poco più che trentenne, è una delle interpreti italiane più richieste all'estero.
Dalla danza all'amore per il cinema
Figlia di Vittorio Mezzogiorno (scomparso quando lei aveva vent'anni) e Cecilia Sacchi, due attori importanti del cinema e del teatro italiano, Giovanna cresce a Roma, città dove rimane fino a diciassette anni. Vorrebbe diventare una ballerina e studia danza fino a tredici anni. Superata la maggiore età, parte per Parigi dove trascorre un periodo ricco di lavori interessanti: fa parte del Workshop di Peter Brook, al Centre International de Créations Théatrales. Grazie a questa illustre esperienza capisce che la strada della recitazione è quello che fa per lei. Torna in Italia e debutta al cinema con Il viaggio della sposa (1997) di Sergio Rubini, dove interpreta una giovane donna del Seicento che il destino farà innamorare di un stalliere. La freschezza della sua recitazione, misurata e seducente al tempo stesso, la ritrae come la migliore tra le giovani promesse della sua generazione (vince il Globo d'Oro, il Premio Flaiano e la Grolla d'Oro come rivelazione).
La popolarità con L'ultimo bacio di Muccino
Nel 1998 viene diretta da Michele Placido nel drammatico Del perduto amore e conquista anche stavolta diversi premi, dal Ciak d'oro al premio Pasinetti come migliore attrice. Allo stesso tempo viene scritturata per il film tv Più leggero non basta di Elisabetta Lodoli dove recita vicino alla madre Cecilia e soprattutto conosce quello che diventerà compagno di vita per diversi anni, ovvero Stefano Accorsi. Si lancia nella commedia Asini di Antonello Grimaldi e ne esce vincente, dimostra di conoscere perfettamente i ritmi e i tempi comici. Dopodiché entra a far parte del cast di Un uomo perbene e nel 2000 sbanca ai botteghini con L'ultimo bacio di Gabriele Muccino, dove interpreta una nevrotica trentenne, in pieni crisi esistenziale, tra un neomarito che la tradisce e una gravidanza tanto desiderata quanto complicata.
Il successo con Ozpetek e l'amore per la Francia
Incrociando il viaggio di uno scrittore famoso, la vediamo in Nobel (2001) di Fabio Carpi, poi diventa un'attrice arrestata ingiustamente per droga in Malefemmine (2001) di Fabio Corvesi. Nello stesso anno è nel filosofico Tutta la conoscenza del mondo di Eros Puglielli, seguito dall'impegnato Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni (2003), dove veste i panni della giornalista italiana rimasta uccisa in un agguato a Mogadiscio. Vince il David di Donatello come miglior attrice per La finestra sul cortile di Ferzan Ospetek, poi scappa in Francia per rifugiarsi in un gruppo di amici per la pelle che mettono in piedi un patto per dare una svolta alle proprie vite ne Il club delle promesse (2004) di Marie-Abbe Chazel. Torna in Italia per fare coppia con Adriano Giannini nello stucchevole Stai con me (2004) e nell'amara riflessione sulla malattia e la vita ne L'amore ritorna (2004) di Sergio Rubini.
In America per una storia d'amore… cinematografica
Spesso ha dichiarato di non amare la televisione ma, in ballo a progetti interessanti, la vediamo trasformarsi nella monaca di Monza per la regia di Alberto Sironi e in Suor Semplice, al fianco di Gérard Depardieu, nella trasposizione tv de I Miserabili (2005) diretta da Josee Dayan. Poi si ritrova adulta a vivere il trauma di una violenza subita da bambina ne La bestia nel cuore (2005) di Cristina Comencini, percorre le strade di un mondo fantascientifico in Ad Project (2005) di Eros POuglielli e diventa confidente di Pollo e Curry, due adolescenti italiani, sullo sfondo di un'India confusionaria come le menti dei due ragazzi, in Lezioni di volo (2006) di Francesca Archibugi. Prende l'aereo e oltrepassa l'oceano per lavorare con Mike Newell nel sentimentale L'amore ai tempi del colera (2007), tratto dall'omonimo romanzo di Gabriel Garcia Marquez.

Io sono leggenda

E' un libro assolutamente da leggere, se non altro per rendergli giustizia rispetto alla schifezza di film che ne hanno tratto. Il libro ha uno spessore tale che fa impallidire la pellicola pomposa che ne hanno ricavato; ti coinvolge e soprattutto è in grado di sollevare questioni profonde che in poche parole ti catapultano in quella realtà, e riesocno a scioccarti. In sole 200 pagine ti appassioni ad una storia che in 2 ore di film vorresti solo cancellare. Mi spiace essere così critico, ma ci sono momenti in cui il cinema è veramente in grado di banalizzare la letteratura, e certo questo non sminuisce il libro, che resta tale, ma per chi è portato a guardare un film piuttosto che affrontare l'opera letteraria, questo è uno di quei casi che è in grado di rovinare l'essenza dell'arte, banalizzandola a livelli estremi.

T.M.

Se da oggi non fossi più me stesso...

Vorrei essere una foglia che si libra nell'aria, e spera di stare in volo il maggior tempo possibile, danzando, e cogliendo ogni raggio di sole, portata da un vento generoso.
Perchè non essere un uccello che possa per sempre volare? Perchè non è l'eterno volo ad essere importante, ma quello che ti fa sperimentare l'ebrezza più forte, perchè quella più forte è quella che nasce con la coscienza di finire.

T.M.

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