lunedì 3 settembre 2007

Maurice

Questo film esplora in maniera delicata, ma a momenti anche bruscamente straziante, i senitmenti del giovane Maurice, sentimenti incontrollati, che scopre e nega di volta in volta, che sa di non poter nascondere ed allo stesso tempo custodisce gelosamente.
E' un film dai tratti tenui, ricco di profondi silenzi, coinvolge e
affascina son suoni e colori, è uno spettacolo di emozioni capace di catturare chiunque, anche chi non crede nell'amore, o ha smesso di crederci da tempo.
Voto con un 10 pieno; Ivory non poteva fare di meglio, per me è il suo capolavoro, anche se gli altri film non sono da meno.
T.M.

venerdì 31 agosto 2007

Se solo...

Nella sua stanza , la luce entrava dalla finestra , era una bella giornata , primaverile , si preannunciava però l’estate, con il suo caldo torrido . Fissava qualcosa , ma non sapeva esattamente cosa ; il pavimento , di quel legno chiaro che gli donava tanta tranquillità , o quel soffitto , dipinto d’azzurro , che spesso in passato era stato motivo di lunghe riflessioni capaci di ristabilire la serenità al suo corpo straziato dal dolore .
Era felice , o meglio , il suo cuore gioiva , cosciente di ciò che l’attendeva .
I suoi libri , che per tante ora erano stati suoi compagni , erano lì , coscienti del suo sguardo intenso , che spesso vi si soffermava .
Ecco che senza alcun motivo allunga la mano , ne afferra uno , lo sfoglia , i suoi occhi corrono per quelle pagine su cui si sono posati più d’una volta , ma non ha importanza , quelli sono i suoi libri , i suoi amici , preziosi più d’ogni altra cosa e meritevoli del tempo che veniva dedicato loro .
Il tempo però volava , senza accorgersene le ore erano trascorse rapidamente , e stava arrivando la sera ; ma anche il momento .
Un pulsante ; uno schermo ; e lui . Finalmente lo sentiva , finalmente si sentivano . Le sue dolci parole inebriavano la sua mente mentre i suoi occhi scorrevano tra le righe .
Quanti pensieri , quanti erano giunti a lui durante tutto il giorno e quanti lui ne aveva fatti giungere al suo cuore . I pensieri , il ricordo , quella flebile presenza che gli donava tanta gioia .
Ora sorrideva ; delle sue parole , del suo amore , di tutto quello che era per lui . Della sua presenza .
Il silenzio dei suoi pensieri aveva popolato quel giorno rumoroso di sogni . Come poteva non ricordarlo ; vicini , sempre più vicini erano , per quanto la lontananza li dividesse . Ma ora erano lì , faccia a faccia con le loro speranze , dettate dai loro sentimenti .
Quanto tempo ? Da quanto , i loro occhi ciechi si cercavano in quel buio che non aveva limiti ? Ma che importanza poteva avere , ora erano lì , lontani , nei loro cuori vicini .
Qualche lacrima scendeva , solo qualche lacrima . Segno d’amore , pegno . Di cosa ? Del futuro ? Ma quale futuro ? E le lacrime imperversavano nei loro visi consumati dai segni della gioia , di ogni incontro , che così lontano logorava i loro cuori .
Parole . Dolci , sussurrate da labbra distanti , appena un palmo dal suo viso , vicine , da non sentirne il caldo , di quell’alito sparso a pronunciare parole invisibili colte dal suo amore .
Ancora parole , tra le righe ; mentre gli occhi bramosi di emozioni scorrevano tra i sentimenti , e la vergogna di trovare qualcosa d’insperato , o di voluto . Frasi ; delicate , che si forgiano nella carne , che temprano le loro anime e preludono a qualcosa che entrambi non possono evitare . Ma è gioia . Ora nei loro cuori , è festa .
Un bacio . Una carezza , unica , da non dividere con nessuno . Speciale , perché segreta , perché nascosta . Un abbraccio , forse l’ultimo abbraccio ; così grande , così freddo .
Ancora lacrime ; confusione . E’ gioia ; è dolore , non sanno rispondere , ma cosa possono dire le parole ? Qualcosa che i loro occhi non abbiano già udito o i loro cuori non abbiano già visto . Nulla ; vaneggiare è inutile se il cuore non ti ascolta . Padrone di se stesso .
E’ reale . Un saluto , non un addio . In futuro forse . Ma cos’è ? Il presente questo ? La loro vita ; per quanto si possa così chiamare .
Sorride il cuore fradicio di dolore . L’occhio scorre , la mano freme ancora ; è pronta , protesa : un pulsante ; uno schermo buio . Nulla .
Questo i suoi occhi spalancati vedono ; o la notte scura ha raggiunto in anticipo quel mondo che non ci appartiene , o i suoi occhi hanno raggiunto quell’universo che credeva nelle sue mani . Buio . Ora .
Vuoto . I suoi libri non le fanno più compagnia ; la finestra un buco vacuo . Il nulla , che ha riposto nel suo cuore , di cui è stato nutrito quel corpo ormai esanime .
Un cielo , nella stanza ; preannuncia tempesta . Si sente già un tuono , silenzio poi , quiete tormentosa che sconvolge gli animi . Lontani ; tutti irraggiungibili .
Mentre una lacrima , calda , scende lungo quel viso , reale ; un pensiero , un’idea …
Se solo …


T.M.

Breve racconto scritto nel 2000

giovedì 30 agosto 2007

Desperate Housewives Season 4 Promo: Behind The Scenes



DVD Stagione 3

Le donne di Wisteria Lane sono tornate, ed è ora di lavare i panni sporchi. Agli Emmy Award® vince con la sensazionale Terza Stagione, il pettegolezzo è più succoso, i segreti più scandalosi, e la vendetta è più dolce. "Le Desperate Housewives ritornano!" scrive il New York Daily News!
Guardando tutti i 23 episodi della terza stagione e ritroveremo il nuovo amore di Susan, Bree che sconvolge il matrimonio con Orson (Kyle MacLachlan) la nuova presenza pericolosa del "tranquillo" quartiere di Wisteria Lane.

Tutto uscirà pulito da questo cofanetto di 6 DVD.

Sicuramente il mistero più grande della terza stagione di Desperate Housewives - che probabilmente proseguirà fino al 2011, per un totale di sette stagioni - è legato ad Orson Hodge, il personaggio interpretato da Kyle MacLachlan: nessuno sa che Orson è l'uomo che ha tentato di uccidere Mike Delfino investendolo con la sua auto, ma nonostante questo il suo personaggio è sempre al centro di clamorosi ed orribili sospetti che iniziano ad affiorare non appena questi sposa Bree Van De Kamp, che dopo una relazione con il farmacista - conclusasi con il suicidio dell'uomo in una stanza d'albergo - si lascia conquistare dalla sua meticolosità e dalla sua ossessione per l'ordine.


La ricerca della felicità

Io ho visto tutti i film di Muccino, e sinceramente posso dire che è uno dei registi italiano attuali che preferisco. E la sua bravura non è stata smentita, anzi, largamente riconosciuta con il successo di questo film anche all'estero.
Forse qui le emozioni sono portate ad un livello maggiore rispetto alle pellicole precedenti, e i personaggi, molto meno numerosi degli altri film dello stesso regista, sono stati analizzati più affondo, e si riesce meglio ad affezionarsi a loro lungo tutto il film, ad entrare
ancora meglio nella storia, tando da percepire ogni cambiamento d'umore, ogni attimo di sofferenza dei due poveri protagonisti, e soprattutto del figlio, che con i suoi silenzi sembra dire tutto, e con le sue poche parole apre il cuore.
Non c'è molto altro da dire sul film, è solo da vedere, da immergervisi lasciandosi trasportare in momenti in cui l'angoscia del protagonista sembra essere nostra, e ci sentiamo soffocare, e ci domandiamo come riesca a governare tutto con tale sicurezza, e convinzione. Ci può solo far riflettere sul fatto che se una persona crede veramente in se stessa, allora può arrivare molto lontano, soprattutto dove nessuno crede che possa arrivare.
Il voto che si merita secondo me è un 8.

T.M.

martedì 28 agosto 2007

Saturno contro

Allora l'amore vero esiste, l'amicizia esiste, la comprensione esiste; ma quando esistono tutte queste cose? Non certo quando lo vorremmo noi, sarebbe troppo semplice, queste cose si possono ottenere solo quando è troppo tardi, quando non possiamo più goderne.
Forse è vero, la gente pensa a noi infinitamente meno di quanto crediamo, ma allora perchè affannarsi tanto? Perchè cercare un ordine delle cose? Se poi si finisce sempre per innamorarsi della persona sbagliata.
Il film di Ozpetek non cerca di dare una risposta, pone tante domande, ci mette di fronte ad una serie di interrogativi ai quali la risposta sembra semplice, ma in realtà ci rendiamo conto che non lo sarebbe mai, neppure se ci mettessimo tutte le nostre forze.
Molti di noi credono di possedere a loro stessi, e viaggiano a testa alta, ma si accorgono troppo tardi di far parte di un gruppo, di esistere con gli altri, e solo allora si rendono conto di quanto sono stati soli, fino a quel momento. Purtroppo non tutti si accorgono di questo, e non tutti sanno dire grazie, ma d'altra parte è anche vero che non tutti sanno molto della loro vita, ed inoltre questa non gli si può svelare davanti da un momento all'altro, e solo un muro su cui sbatteranno contro li renderà coscenti dei loro limiti, allora forse guarderanno davanti a loro, e avranno la decenza di vedere gli altri, oltre a loro stessi.
Voto con un 8, perchè la forza c'è, ma parte del dolore deve ancora riscattarsi, sempre che questo sia possibile.

T.M.

Unicamente sola

Una porta
Innanzi a me .
Guardo .
Chiusa .
Scruto al suo interno
ciò che non vedo .
Desidero .
Cieco
di mille porte
aperte .

T.M.


Perchè te lo dice mamma

La storia promette, promette abbastanza bene, e Diane Keaton come al solito risplende nonostante l'età, e sprizza simpatia da tutti i pori, ma tutto questo dura poco, il film comincia ad apparire banale sin dopo i primi venti minuti, i personaggi restano irrisolti, nessuno di loro, nemmeno i protagonisti, assume uno spessore, una forma, non si conosce niente di loro nè del loro ruolo, a parte quello della mamma, che qui viene esasperato in modo intollerabile, persino per la Keaton, che fa del suo meglio per mantenerlo alto, ma che inevitabilmente scade in battute inutili e prive di giustificazione.
E' superfluo dire che il ruolo della Keaton è stato assurdamente sprecato, e che affiancata dalla giovane Mandy Moore non ha fatto altro che degradare ancora di più il suo ruolo. La "povera" Mandy dovrebbe limitarsi a cantare, risparmiandoci le sue crisi isteriche sul set, che stranamente permangono nel film in smorfie grottesche, che vanno ben oltre alla "risata" della povera protagonista.
Sembra che il regista sia andato a cercare le più squallide banalità per inserirle in un film che funzionava meglio con molto, molto meno.
In pratica è un pastiche di assurdità che credono di essere una storia commovente, dove di commovente invece c'è solo il tentativo di Mandy di recitare.
Lo voto con un 6, per pietà, alla Keaton e come incitamento a Gabriel Macht, l'unico che sembra aver preso seriamente il film.

T.M.

lunedì 27 agosto 2007

Desperate Housewives - Season 3 Promo

Buio

Quando tutto ti va storto, a chi puoi dare la colpa? Credo sia sbagliato darla a noi stessi, anche se poi ci rendiamo conto che alla fine è solo il nostro atteggiamento nei confronti della vita che determina tutto il resto, che condiziona ogni avvenimento, ogni situazione. Allora forse non bisogna essere troppo negativi, e le cose possono andare meglio, basta vedere il lato positivo e la vita ci sorride; non lo so se sia così semplice, so solo che mi sento perseguitato, ogni cosa va esattamente al contrario di quello che vorrei, e riesco a vedere più gli insuccessi dei successi della mia vita, dato che di successi ce ne sono, e non pochi, ma volteggiano davanti a me solo quelle cose negative che sembrano marchiare tutto, e allora vedo nero.
Mi sembra di essere in un tunnel, dove posso solo andare avanti, perchè non c'è abbastanza spazio per tornare indietro; e vedo una luce infondo, ma nonostante mi accanisca per raggiungerla sembra essere sempre più lontana invece che vicina.
A volte mi chiedo chi me lo ha fatto fare di imboccare quel tunnel, ma poi mi rendo conto che non dipende da me, che all'inizio sembra un luogo immenso, ricco di possibilità, e quando ti rendi conto che comincia a stringersi è già troppo tardi per tornare indietro. So che forse non è così, che prima o poi si trova un'insenatura, un'uscita, una possibilità di scelta, basta non disperare, basta non concentrarsi unicamente sulla luce, ma sui nostri passi per decidere noi come muoverci, per comandare noi la nostra velocìtà, senza vedere nè fondo nè pareti, nessun limite, ma solo noi, perchè noi siamo la cosa concreta da poter gestire, e allora padroni di noi stessi possiamo forse valutare in modo diverso quello che ci circonda.
In questo momento credo che il mio tunnel sia talmente stretto da non consentirmi nemmeno di abbassare la testa, ecco perchè non so dove sto andando, non vedo i miei passi, e non li so gestire.
Vorrei solo uscire, e vedere una luce che finalmente mi inondi, e non una che mi da solo falze speranze.

T.M.

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